Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 172

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Coelum Astronomia

Nell’osservazione visuale, questa galassia mostra un aspetto del tutto amorfo (almeno nelle modeste aperture), anche se risulta di facile osservazione sotto qualunque cielo. In condizioni ideali è sufficiente un binocolo del tipo 10x50 per rubarla al fondo cielo, come una chiazzetta sferica, dall’aspetto alquanto sfumato. Un aspetto destinato a rimanere tale (con variazioni del diametro apparente e luminosità della regione nucleare) visto che, con qualsiasi tipo di telescopio e di diametro, M 87 continuerà a mostrarsi come una levigata palla luminosa dai bordi sfumati. Osservandola con un telescopio Schmidt-Cassegrain da 254 mm di diametro, in postazione suburbana sotto un cielo con buona trasparenza ho annotato: «A 125x mostra un luminoso nucleo puntiforme e un vasto alone; somiglia a un globulare non risolto o alla chioma di una cometa... Vedo verso nord si nota una stellina di ottava/nona magnitudine...».

Un po’ poco per divertirsi davvero, obietterà qualcuno…

Ma siamo proprio sicuri che i dettagli percepibili visualmente si esauriscano qui?

Stando alla letteratura classica sembrerebbe proprio di sì... Ecco quello che Roger N. Clark, l’autore del famoso Astronomia visiva del Deep Sky e titolare dell’altrettanto famoso sito ClarkVision.com, ha dichiarato dell’unica struttura che potrebbe teoricamente intaccare la simmetrica apparenza della ellittica, il getto di gas emesso dal nucleo:

«Il getto di M87 può essere fotografato con medi e grandi telescopi amatoriali, ma non può essere rilevato visivamente. La sua magnitudine totale è +15, e si estende per circa 20 secondi d’arco dal centro della galassia, sovrapponendosi sostanzialmente alla parte più luminosa del nucleo, così da rendere il contrasto molto basso. Per percepirlo è probabilmente necessario un telescopio di un paio di metri di apertura! L’unica osservazione visuale certificata è quella registrata da Otto Struve con il telescopio da 100 pollici di Mount Wilson».

Ebbene, contrariamente a quanto dice il pur autorevole Clark, negli ultimi anni sono state abbastanza numerose le osservazioni visuali di questa strana ed elusiva struttura, qualcuna addirittura realizzata (sembra) con strumenti da 250 mm. A sua scusante dobbiamo dire che queste cose le scrisse nel 1990, e che in seguito si è poi ampiamente ricreduto, fino a sperimentare egli stesso un'osservazione del getto fatta con un dobson da 320 mm. Ovviamente, per riuscire nell’impresa bisogna avere cura di osservare sotto cieli non inquinati dalle luci artificiali e magari aiutandosi con un filtro UHC, capace di attenuare l’intensità della brillante regione nucleare.

Personalmente posso dire di esserci riuscito con il dobson da mezzo metro, usato in montagna, in

una serata in cui giurerei di aver percepito anche la presenza dello sciame di globulari: «A bassi ingrandimenti la galassia è molto luminosa, priva di dettagli se non per la presenza a ovest della coppia NGC 4476/4478. A 500x mostra un aspetto granuloso, con puntini che ricordano le stelle in un ammasso globulare poco risolto. Può essere che sia riuscito a vedere la tramatura dei suoi globulari? Ma non è tutto... con la visione distolta ho percepito, anche se solo a tratti, un piccolo rafforzo di luce, come una lamella luminosa molto tenue e stretta, quasi spettrale, immersa nella galassia stessa. Sicuramente è il famoso getto di M87».