Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 168

12 e 13 Comae

Un grado a occidente è presente una coppia di stelle di quinta grandezza. La più orientale delle due è 13 Com. Di magnitudine +5,17 e lontana 260 anni luce, è un’altra stella bianca di sequenza principale di tipo A3 V (8.800 K), anch’essa variabile magnetica. Con massa 2,83 e raggio oltre 3 volte maggiore i corrispettivi solari, essa irradia oltre 60 volte più intensamente. L’intensa emissione di raggi X riscontrata potrebbe essere indotta dalla presenza di una compagna, riscontrata dalle oscillazioni rilevate nel moto spaziale di 13 Com.

La più occidentale è invece 12 Com, sistema binario. La magnitudine +4,80 rende tale stella il membro più brillante dell’ammasso. Il primo indizio sulla sua duplicità lo ebbe nel 1910 l’astronomo americano W. W. Campbell osservando variazioni nella velocità radiale dell’astro. Dovettero però passare altri 30 anni prima di un’ulteriore pubblicazione, ad opera dell’astronoma danese J. V. Hansen, che descrisse

le proprietà di questo sistema spettroscopico, dal periodo orbitale pari a 396,5 giorni. Nel modello oggi accettato, una gigante di tipo F (5.300 K) evoluta è accompagnata da una stella principale di tipo A (8.500 K) che però potrebbe aver già intrapreso la via per divenire una subgigante. La componente principale, designata 12 Com A, è di magnitudine +4,9, ha una massa 2,6 volte quella

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di 0,4 UA. A questo, si affianca una nana rossa di tredicesima grandezza a meno di 2” d'arco: valore che, relazionato alla distanza, equivarrebbe a una reale separazione di 130 UA, che richiederebbe più di 1.000 anni a completare un’orbita.