Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 167

Il significativo cambiamento, riscontrato in separazione e angolo di posizione, avuto dall’epoca della scoperta – già evidente nel New General Catalogue of Double Stars Within 120° of the North Pole di R. G. Aitken del 1932 e alquanto differente dall’ultima release del WDSC del 2009 – avviene mentre le due stelle si spostano comunque lungo la medesima direzione: particolarità spiegata dal fatto che le due sono membri effettivi dell'ammasso stellare della Chioma. Anche se i due astri fossero alla medesima distanza, essi sarebbero separati da ben 10.000 UA, valore che, specialmente all’interno di un ammasso stellare, è davvero di poca entità per rendere stabile nel tempo un siffatto sistema binario.

Entrambe le stelle sono di tipo spettrale A. Come spesso accade per stelle di tale classe, 17 Com A è una variabile magnetica del tipo α2 CVn, con il proprio campo intenso oltre 1.000 volte quello terrestre!

Nelle stelle di questo tipo, particolari elementi

chimici pesanti, presenti nei loro strati più esterni, affondano in quelli sottostanti per gravità mentre altri vengono portati su spinti dalla radiazione,

fenomeno che apporta all’osservazione spettroscopica un mix chimico alquanto bizzarro. A questo si aggiunge il fatto che il potente campo magnetico della stella porta a concentrare certi elementi pesanti in

specifiche aree della fotosfera stellare, così, a seguito della rotazione della stella, l’intensità luminosa della stessa oscilla di quantità davvero

modeste. Allo stesso modo, abbondanze di cromo, europio e stronzio nella fotosfera di 17 Com A, dalla massa 2,4 volte il Sole, portano la stella a variare di luminosità tra le magnitudini +5,27 e +5,40 ogni 5 giorni (indice dell’elevata velocità di rotazione).

Con una temperatura alla superficie pari a 10.200 K e un raggio il doppio di quello solare, essa irradia 42 volte la nostra luminare in diurno. Anche se 17 Com B è di tipo A3 (7.700 K), quindi più fredda della precedente, è anch’essa dotata di un potente campo magnetico, 750 volte più intenso di quello terrestre. Con massa e diametro entrambi 1,7 volte il Sole, irradia nello spazio solo 8 volte di più.

Se con 17 Com A forma una falsa coppia, si tratta comunque di un sistema stellare addirittura triplo. Possiede infatti un compagno spettroscopico, dal periodo orbitale di 68 giorni, a una distanza media

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