Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 164

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è ben minore. Tenendo conto del fatto che nessun membro con magnitudine superiore alla undicesima grandezza è stato ad oggi identificato, sembra che la massa totale di Mel 111 – valutata in circa 100 masse solari, con una densità di circa 1 stella ogni 10 parsec cubici – non sia stata sufficiente a “tenere con sé” le componenti meno massive quali, ad esempio, le nane rosse. Queste, dall’epoca della formazione del gruppo, sarebbero quindi state perse lungo le neanche due orbite galattiche ad oggi coperte.

La distanza di tale gruppo dal Sistema Solare venne già valutata tramite il metodo parallattico sui 280 anni luce, valore – confermato

poi dal satellite Hipparcos – che ne fa il terzo gruppo stellare a noi più vicino dopo il gruppo in moto

dell’Orsa Maggiore e le Iadi. La distanza, in relazione al diametro apparente, porta quindi alle reali dimensioni di Mel 111, che risulta estendersi nello spazio per circa 22,5 anni luce. Certamente, un soggetto così vasto, dà il meglio di sé all’osservazione effettuata col binocolo, dove è possibile apprezzare il gruppo in tutta la sua estensione ed evidenziare come le componenti più luminose siano sparse qua e là in alcuni piccoli asterismi, senza evidenziare alcuna particolare condensazione. La particolarità che più colpisce osservando Mel 111 è quella di stagliarsi su uno sfondo prettamente scuro tanto che, anche all’osservazione telescopica, sono davvero poche le stelle entro la magnitudine percettibile con lo

strumento: circa un centinaio le stelle visibili all’interno del triangolo centrale avente ai vertici 12 Com, 17 Com e 14 Com, quest’ultima situata sotto la già citata γ Com, vertice della caratteristica “Y capovolta” sopra descritta. Il “fondo oscuro” di Mel 111 non deve però sorprendere: l’ammasso stellare della Chioma si trova, infatti, a soli 5° a ovest del polo galattico nord, il punto dove l’asse di rotazione della Galassia interseca la sfera celeste visibile dal nostro pianeta.

Iniziamo, ora, ad esplorare le stelle più interessanti che popolano l’ammasso stellare della Chioma, a seguito delle quali ci addentreremo nel ricco mondo di galassie che popolano l’area.

Sopra. Una particolare immagine dell’Ammasso Stellare della Chioma di Berenice. La particolarità di questa fotografia è quella di essere stata realizzata dall’astronauta Donald Pettit a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Crediti: D. R. Pettit/NASA

Gamma Comae

Con magnitudine visuale +4,35, γ Com è la terza stella più luminosa della costellazione e la più luminosa tra quelle facenti parte dell’ammasso stellare della Chioma. Ciò è però solo apparenza in quanto, essendo lontana 167 anni luce dal Sistema Solare è quindi più vicina rispetto al gruppo. Tra l’altro, esce anche dal raggio di influenza gravitazionale dello stesso: si tratta,