Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 155

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Tutte le immagini presenti nella rubrica, salvo diversa indicazione, sono state realizzate dall’autore, Francesco Badalotti con un Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 e Photoshop. Ad eccezione di condizioni meteo particolarmente sfavorevoli, il telescopio staziona prevalentemente sul balcone pronto per l'uso e completamente ricoperto da uno specifico telo Geoptik.

Riferimenti storici

Sinus Medii: nome assegnato da Val Langren nella sua mappa della Luna del 1645 come Sinus Medius. Nella carta di Johannes Hevelius fu indicato come Mare Adriaticum.

Mosting: nome dedicato allo statista e astronomo danese Johann von Mosting (1759-1843).

Flammarion: nome assegnato da Gaudibert nel 1890 dedicato all'astronomo francese Camille Flammarion (1842-1925) noto per "Astronomia Popolare" del 1880.

Oppolzer: nome dedicato all'astronomo austriaco Theodor von Oppolzer, nato a Praga (1841-1886).

Pallas: nome assegnato da Madler nel 1837 dedicato all'astronomo e naturalista tedesco Peter Simon Pallas (1741-1811).

Murchison: nome dedicato al geologo scozzese Roderick Impey Murchison (1792-1871), uno dei fondatori della Società geografica Inglese.

Chladni: nome assegnato nel 1878 da Schmidt dedicato al fisico tedesco Ernst F. F. Chladni (1756-1827), dimostrò nel 1794 per primo l'origine cosmica delle meteoriti.

Triesnecker: denominazione assegnata da Lohrmann nel 1824 dedicata al matematico e astronomo austriaco Franz von Paula Triesnecker (1745-1817).

Bode: nome dato da Lohrmann nel 1824 dedicato all'astronomo tedesco Johann Elert Bode (1747-1826), formulò la Legge di Bode e scrisse Uranographia del 1801.

Ukert: dnominazione data da Madler nel 1837 dedicata allo storico e filologo tedesco Friedrich August Ukert (1780-1851).

rinunciare a priori a utilizzare il proprio strumento anche se di diametro inferiore, considerando che sono numerosi i parametri che concorrono a determinare una serata più o meno "perfetta": seeing sempre variabile, mutevoli condizioni meteo, umidità dell'aria, equilibrio termico e pulizia delle ottiche, caratteristiche del luogo di osservazione, ingrandimenti spesso eccessivi, ecc. Pertanto fateci sapere se e con quali strumenti avrete osservato le Rimae Triesnecker.

Un'altra interessante caratteristica del Sinus Medii è costituita dalle differenze di albedo esistenti in tutta quest'area per la cui osservazione è preferibile operare in fasi prossime al Plenilunio. Infatti, anche con moderati poteri di ingrandimento, sarà possibile individuare intorno al cratere Triesnecker una vasta zona ad albedo notevolmente più elevata rispetto agli adiacenti settori sudovest e nordest, in cui prevale nettamente una colorazione più scura, dovuta probabilmente ai materiali di origine basaltica che ricoprono questi settori del Sinus Medii.

Osservando attentamente, noteremo anche come in prossimità della Rima Hyginus in corrispondenza del cratere Hyginus-S e, più a nord, al confine col mare Vaporum, la colorazione diventi ancora più scura. Potrebbe essere interessante anche riservare una decina di minuti ai crateri Bode (19 km) e Ukert (24 km), quest'ultimo se osservato in Luna Piena mostrerà una platea grossolanamente triangolare.