Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 149

Riferimenti storici

Per quanto riguarda l'origine della denominazione "Mare Humorum", questa venne assegnata dal Riccioli nel 1651. Inoltre Langrenus ed Hevelius diedero il nome rispettivamente di "Mare Venetum" e "Sinus Sirbonis". Lo stesso Riccioli dedicò la denominazione del cratere Gassendi a Pierre Gassend (1592-1655), astronomo francese in contrasto con la teoria dell'immobilità della Terra, che per primo determinò la velocità del suono nell'aria.

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meno accentuate. Nella platea meritano una citazione anche i crateri Heraclitus-C ed Heraclitus-E entrambi di 7 km di diametro.

Letteralmente appoggiato sulla parete meridionale vediamo Heraclitus-D, un cratere di 52 km di diametro originato da un successivo impatto che distrusse la corrispondente area di Heraclitus, provocandone la conseguente sovrapposizione da cui ne deriva l'irregolare forma che abbiamo appena descritto. Le pareti intorno a questa struttura si presentano alquanto degradate mentre la platea è in gran parte occupata da numerose ed estese colline. In posizione quasi centrale non potrà mancare l'osservazione di un elevato rilievo montuoso con la sommità relativamente arrotondata, leggermente decentrato verso sud, alla base del quale si estendono verso nord-nordest due basse colline disposte ad arco come se si trattasse di quanto oggi rimane di due antichissimi crateri.

Licetus

Parzialmente sovrapposto alla parete nord di Heraclitus, osserviamo ora Licetus, un cratere di 77 km di diametro la cui origine risale al Periodo Geologico Pre Nectariano (da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). Contrariamente a quanto visto in Heraclitus, la cerchia delle pareti intorno a Licetus, alta mediamente intorno ai 3.800 metri, presenta un relativamente buono stato di conservazione con versanti decisamente ripidi e lunghe linee di creste sommitali sulle quali si potrà tentare l'osservazione di numerosi piccoli craterini. La porzione sudest dell'anello montuoso è quella maggiormente danneggiata, sulla quale potremo notare la netta sovrapposizione di due crateri (privi di denominazione ufficiale) di 16 e 14 km di diametro.

Sul fondo del cratere spiccano Licetus-C di 10 km situato alla base della parete ovest e Licetus-U con diametro di 7 km in posizione diametralmente opposta. Oltre agli immancabili e numerosi minuscoli craterini, si segnala in posizione centrale la presenza di alcuni estesi rilievi collinari.

Curvier

Immediatamente a est di Heraclitus un altro grande cratere: Cuvier, con diametro di 77 km giunto fino ai nostri giorni dal Periodo Geologico Imbriano (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa). I bastioni intorno al cratere, parzialmente sovrapposti alla corrispondente cerchia che si sviluppa intorno a Heraclitus, ne denotano la relativamente giovane età geologica (almeno rispetto al suo vicino). Infatti esibiscono una forma decisamente regolare e non eccessivamente degradata sulla quale in ogni caso i miliardi di anni trascorsi dalla loro formazione hanno lasciato il segno con una miriade di piccoli craterini, di cui il più esteso ha un diametro di 20 km ma privo di denominazione ufficiale, oltre a Cuvier-L di 13 km, Cuvier-C di 9 km e Cuvier-J di 6 km.

Il fondo del cratere, relativamente pianeggiante e cosparso di minuscole strutture crateriformi, è privo di rilievi ad eccezione di basse colline e linee di creste in particolare nel settore settentrionale.

Superata la parete sudest, nell'area esterna al cratere, non si potrà rinunciare a orientare il telescopio verso la cosiddetta "Catena di Cuvier", un allineamento di crateri costituito da Cuvier-F di 16 km, Cuvier-A di 18 km, Cuvier-E di 19 km e Cuvier-B di 17 km.

Considerata la relativa vicinanza della linea del terminatore lunare, non dovrebbe essere un problema effettuare osservazioni anche in alta risoluzione nell'eventualità, purtroppo non molto frequente, in cui anche altri parametri come il