Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 10

Coelum Astronomia

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Pioggia e vento sul Sole

di Redazione Coelum Astronomia

Sulla Terra la pioggia è solo uno dei fenomeni legati al "ciclo dell’acqua", una lotta senza fine e senza vincitori tra la spinta ascensionale del calore e l’attrazione della gravità.

Sul Sole tutto questo non può esistere ovviamente, ma se invece di avere a che fare con acqua liquida parlassimo di plasma a un milione di gradi ecco che qualcosa di simile – con le dovute differenze – può accadere.

Sulla superficie del Sole, il plasma (che è non è altro che un gas ad alta temperatura con carica elettrica) non si accumula come l’acqua in nubi, ma traccia dei circuiti magnetici che emergono dalla superficie del Sole sottoforma di archi. Alla base di questi archi, il plasma viene surriscaldato da poche migliaia a oltre 100.000 gradi. A quel punto si innalza formando l’arco e si raccoglie al suo apice, lontano dalla fonte di calore (nell’immagine in basso si possono confrontare le altezze che può raggiungere un arco durante un’eruzione solare con le dimensioni della Terra), dove si raffredda, si condensa e può quindi precipitare, a causa della gravità del Sole, sotto forma di "pioggia coronale".

Le piogge coronali sono state talvolta avvistate, come nell’immagine qui a destra, in concomitanza con i grandi brillamenti delle regioni attive e dovrebbe essere un fenomeno in realtà frequente. Così almeno prevedeva la teoria e mostravano le simulazioni al computer. Un fenomeno che, se compreso a fondo, potrebbe darci la possibilità di svelare perché la corona solare, l’atmosfera esterna del Sole, è molto più calda della sua superficie (un "mistero" irrisolto da 70 anni).

Ecco che, per cinque mesi, a metà del 2017, Emily Mason, studentessa della Catholic University of America di Washington D.C., si è dedicata all'osservazione di immagini del Sole, cercando tracce di questa pioggia, senza però riuscire a individuarla.

La ricerca, come suggeriva la teoria, si concentrava nei pennacchi coronali, strutture che si richiudono a fiamma di candela, per l’azione del vento solare (per un approfondimento su come è composta l’atmosfera solare e sui meccanismi di formazione del vento solare potete leggere l’articolo dedicato allo Space Weather su Coelum Astronomia 230). Sono quelle stesse strutture che vediamo "emergere" dalla corona solare durante un’eclissi.

Solo nell’ottobre 2017 la Mason si è resa conto che forse aveva sempre cercato nel posto sbagliato.

In un articolo pubblicato il 5 aprile sull’Astrophysical Journal Letters, la Mason e i suoi

A sinistra. In questa animazione (SDO 2012) vediamo la pioggia coronale che è stata osservata in seguito a eruzioni solari, quando l'intenso riscaldamento associato a un brillamento solare si interrompe bruscamente dopo l'eruzione e il plasma rimanente si raffredda e ricade sulla superficie solare. Crediti: SDO/NASA/Scientific Visualization Studio/Tom Bridgman