Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 97

cielo forse fosse troppo limpido... nessuna nuvola si sarebbe potuta colorare con l’arrivo dei primi raggi del Sole, nessuna foschia a rendere suggestiva l’immagine. A me invece, per farmi sentire in paradiso, è bastata la vista di quella sottile falce di Luna, al 25° giorno, che sovrastava la costellazione di Orione, quasi ormai impercettibile, immersa nella luce del crepuscolo.

Mi sembrava di avere la Luna a un palmo dalle mani, sembrava fosse proprio lì, quasi per farsi toccare… Segnata positivamente e nel profondo da questa esperienza e con la voglia di unire a questa “scoperta” il trucco della prospettiva, ho voluto realizzare un’altro tipo di scatto, già inventato da altri di certo, ma che tenevo a realizzare.

Da buona astrofila so che la Luna ha un diametro di quasi 3.500 km, ma essendo lontana in media 385.000 km, quando la osserviamo qui da Terra, di fatto appare piccola a nostri occhi. Giocando sul fatto che le fotografie sono bidimensionali e che la mente umana tende a interpretare ciò che vede nel modo più semplice, ho voluto avvicinare a noi la Luna e creare delle immagini certamente irreali, ma veramente interessanti e sorprendenti.

L’occasione mi è capitata circa un mese fa, quando sono uscita per fotografare la congiunzione tra Giove, Venere e la Luna calante e, sorprendentemente, arrivata sul posto di osservazione ho notato che su un piccolo colle panoramico che guarda l’abitato di Lorenzago, la Luna era all’altezza della panchina e quindi vicinissima, dal mio punto di vista, al terreno.

Non ho perso tempo e ho preparato subito il teleobiettivo per inquadrare la scena. Ho poi raggiunto velocemente la panchina, impiegando un po’ prima di riuscire a trovare la posizione giusta per ottenere la prospettiva corretta per l’effetto che volevo: l’illusione di tenere la Luna sul palmo della mia mano.

Non è stato facile, perché i piccolissimi movimenti che facevo si tramutavano in grandi spostamenti sul sensore della mia macchina fotografica, posta così distante da me. Ma grazie alla possibilità di ripresa in remoto unita a quella di poter scattare in continuo, sono riuscita a trovare alla fine il compromesso giusto.

Nel frattempo, come ciliegina sulla torta, anche Giove e i suoi satelliti hanno raggiunto un’altezza giusta per essere ripresi... sbucando dalle tavole della panchina!

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