Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 79

declinazione, da nord a sud e viceversa, durante il compimento del suo percorso annuo lungo l'Eclittica. In questo caso non è però l’osservazione diretta del fenomeno, quello di cui stiamo parlando, ma dei suoi effetti.

Si tratta infatti del ciclo principale legato direttamente al comportamento della natura e in particolare in relazione all’agricoltura. Nel momento in cui l’uomo ha avuto necessità di programmare la semina, per avere un raccolto fruttuoso, il ciclo stagionale è diventato uno dei più importanti per la sua sopravvivenza.

È inevitabile perciò che ogni popolo e cultura abbia interpretato variamente questo fenomeno, legandolo anche a pratiche religiose profondamente sentite che, in alcuni casi, prevedevano perfino sacrifici umani.

Meno cruenta, ma fortemente drammatica, è l'interpretazione dell'alternanza stagionale nella cultura greca, tutta incentrata attorno a Persefone, figlia di Demetra che, non a caso, è la dea dell'agricoltura.

Solenne regina degli inferi per Omero, Esiodo la ricorda come la sposa innocente che Ade rapì alla madre Demetra e che Zeus, riluttante, gli concesse.

Il mito narra che la giovane Persefone (per i latini Proserpina o Libera, mentre i Greci la chiamavano anche Kore, fanciulla) si trovava lungo le sponde del lago di Pergusa (l'unico lago naturale in Sicilia, tutt'oggi esistente e visitabile a pochi chilometri da Enna) e lì, mentre raccoglieva fiori con alcune sue compagne, fu inghiottita dalla spaventosa voragine da cui emerse il carro trainato dai cavalli del dio degli inferi Ade che si era invaghito di lei e aveva deciso di rapirla.

L'improvvisa scomparsa della fanciulla allarmò la madre Demetra la quale, sconvolta dal dolore, si mise a cercarla ovunque, girando con fiaccole accese. Elio, il Sole che tutto vede, interrogato, le rivela chi abbia rapito sua figlia: è stato Ade e con il tacito assenso di Zeus.

È qui che si prepara la descrizione naturalistica dell'alternanza delle stagioni.

Demetra, infatti, fa morire la vegetazione negando fiori, frutti e raccolti al genere umano e agli dei, finchè non le verrà restituita l'amata figlia. Zeus, di fronte a una decisione incrollabile e a un danno

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A sinistra. Il ratto di Proserpina di Luca Giordano (1634-1705). Il dipinto, datato tra il 1682 e il 1685, è conservato a Firenze, nella Galleria di Palazzo Medici Riccardi. Oltre a Plutone e Proserpina vi si riconoscono altri personaggi del mito, come le compagne di Proserpina nonché diverse creature infernali.

astronomico osservabile sia stato descritto nei miti o considerato nelle religioni antiche.

Il ciclo astronomico più importante, dopo l'alternanza del giorno e della notte, è quello stagionale ovvero il movimento del Sole in declinazione, da nord a sud e viceversa, durante il compimento del suo percorso annuo lungo l'Eclittica. In questo caso non è però l’osservazione diretta del fenomeno, quello di cui stiamo parlando, ma dei suoi effetti.

Si tratta infatti del ciclo principale legato direttamente al comportamento della natura e in particolare in relazione all’agricoltura. Nel momento in cui l’uomo ha avuto necessità di programmare la semina, per avere un raccolto fruttuoso, il ciclo stagionale è diventato uno dei più importanti per la sua sopravvivenza.

È inevitabile perciò che ogni popolo e cultura abbia interpretato variamente questo fenomeno, legandolo anche a pratiche religiose profondamente sentite che, in alcuni casi, prevedevano perfino sacrifici umani.

Meno cruenta, ma fortemente drammatica, è l'interpretazione dell'alternanza stagionale nella cultura greca, tutta incentrata attorno a Persefone, figlia di Demetra che, non a caso, è la dea dell'agricoltura.

Solenne regina degli inferi per Omero, Esiodo la ricorda come la sposa innocente che Ade rapì alla madre Demetra e che Zeus, riluttante, gli concesse.

Il mito narra che la giovane Persefone (per i latini Proserpina o Libera, mentre i Greci la chiamavano anche Kore, fanciulla) si trovava lungo le sponde del lago di Pergusa (l'unico lago naturale in Sicilia, tutt'oggi esistente e visitabile a pochi chilometri da Enna) e lì, mentre raccoglieva fiori con alcune sue compagne, fu inghiottita dalla spaventosa voragine da cui emerse il carro trainato dai cavalli del dio degli inferi Ade che si era invaghito di lei e aveva deciso di rapirla.

L'improvvisa scomparsa della fanciulla allarmò la madre Demetra la quale, sconvolta dal dolore, si mise a cercarla ovunque, girando con fiaccole accese. Elio, il Sole che tutto vede, interrogato, le rivela chi abbia rapito sua figlia: è stato Ade e con il tacito assenso di Zeus.

È qui che si prepara la descrizione naturalistica dell'alternanza delle stagioni.

Demetra, infatti, fa morire la vegetazione negando fiori, frutti e raccolti al genere umano e agli dei, finchè non le verrà restituita l'amata figlia. Zeus, di fronte a una decisione incrollabile e a un danno