Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 76

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Secondo una teoria più recente, una civiltà extraterrestre evoluta potrebbe aver popolato la periferia del suo pianeta di oggetti anche di grandi dimensioni in orbita geostazionaria come satelliti, stazioni spaziali o semplicemente detriti artificiali. Le simulazioni portano a presupporre che la totalità di questi detriti e satelliti vadano a costituire una fascia dello spessore di 150 metri, pari a poche parti per milione rispetto al raggio del disco che li contiene. La struttura così formata è stata denominata Clarke Exobelt (CEB) o Fascia di Clarke (dal nome di Arthur C. Clarke, famoso scrittore di fantascienza), poiché la forma rappresenta appunto una cintura. Orbitando attorno al pianeta, gli oggetti che la compongono oscurano periodicamente la luce della stella durante il moto orbitale del pianeta.

L’opacità che dovrebbe avere una CEB per essere rivelata dalla Terra è nove ordini di grandezza superiore a quella che la Terra stessa ha, grazie ai suoi oggetti in orbita. Una cintura di Clarke potrebbe durare numerosi decenni mantenendosi al riparo da collisioni con oggetti celesti prima che gli agenti esterni ne modifichino la forma.

Continuando la lista di possibili tecnosignature al limite della fantascienza, nel 2012 Loeb & Turner suggerirono la ricerca di luci generate da illuminazione artificiale all’interno della Fascia di Kuiper, regione situata a partire da circa 50 unità astronomiche di distanza dalla stella. Essi calcolarono che una metropoli come Tokyo potrebbe risultare visibile con i grandi telescopi se posta appunto nella Fascia di Kuiper. Una città di quelle dimensioni sarebbe visibile anche se posta nella nube di Oort, alla distanza di 1.000 unità astronomiche, usando immagini profonde a lunga esposizione come l’Ultra Deep Field del Telescopio Spaziale Hubble. Ancora, Korpela nel 2015 ha teorizzato e vagliato la rilevazione di ipotetici specchi giganti posti in orbita attorno a un pianeta e usati per illuminarne la parte in ombra.

Sebbene datata, l’ipotesi delle sfere di Dyson, che negli anni ‘60 fu considerata alla stregua di un volo pindarico fantascientifico, sembra essere oggi fra le più attraenti e discusse forme di

Sopra. Una rappresentazione artistica di un esopianeta in cui appare una struttura anulare artificiale costituita da rottami tecnologici chiamata Fascia di Clarke. Crediti: Instituto de Astrofísica de Canarias