Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 72

Coelum Astronomia

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Alcuni punti saldi in un mare in burrasca

Se cercare la vita nell’universo non è cosa semplice, ipotizzare l’esistenza di civiltà intelligenti lambisce ancora le coste della fantascienza. Per capire come poter rivelare tracce di vita intelligente bisogna innanzitutto capire come essa si possa interfacciare con l’ambiente che la circonda e in che modo sia in grado di comunicare.

L’astrobiologa Nathalie Cabrol, del SETI Institute, ha isolato tre punti saldi che potrebbero aiutare a fare chiarezza:

1. Quante sono e quanto diverse potrebbero

essere le forme di vita intelligenti nell’universo?

2. In che modo forme di vita intelligenti

sarebbero in grado di comunicare fra loro?

3. In che modo possiamo rilevare la vita

intelligente?

Per rispondere a tutte queste domande non è più sufficiente una sola branca del sapere ma è necessario un insieme di discipline che si supportino in maniera armoniosa e sinergica.

Alla prima domanda cerca di rispondere l’astrobiologia, coadiuvata dalla chimica, dalla biologia, dalla geologia e dalle scienze planetarie. La possibilità di vita su altri mondi viene stabilita dal punto di vista biochimico partendo da modelli fisico-chimici.

Alla seconda domanda sono le scienze cognitive e le neuroscienze a supportare la ricerca, partendo dalla comunicazione fra gli esseri umani e le specie terrestri ed estendendo tali modelli agli ambienti esoplanetari.

Infine, per la terza domanda, la rivelazione di tracce di vita intelligente avviene attraverso l’uso di strumenti tecnologici, basandosi su numerose teorie da cui sono scaturiti diversi progetti attivi (come il SETI e l’ascolto nelle bande radio o la ricerca di segnali laser-luminosi).