Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 68

Coelum Astronomia

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Sopra. L’illustrazione mostra come per differenti tipi di stelle (diverse dal Sole per massa, tipo spettrale e luminosità), la fascia di abitabilità, o ecosfera (in azzuro), si posizioni su distanze via via maggiori in ragione dell’aumento di calore emesso dalla stella. Si può notare come la Terra sia per definizione al centro della fascia nel nostro sistema solare, mentre Venere e Marte ne siano fuori, sia pur di poco. Se al posto del Sole ci fosse una piccola e fredda stella di tipo M (2.500 K), allora sarebbe con tutta probabilità Mercurio (a prescindere da altre condizioni) ad ospitare la vita, e la Terra un pianeta dalla superficie ghiacciata.

Un po' di storia

Le prime testimonianze sull’idea della presenza di vita nell’universo (e in particolare sulla Luna), risalgono al secondo secolo a.C. grazie a Luciano di Samosata, scrittore e retore di origine siriana, che nel suo La Storia Vera, immagina un viaggio oltre le colonne d’Ercole che arriva fin sulla Luna, dove incontra i Seleniti, un’antica civiltà extraterrestre.

Molto tempo dopo, nel 1752, Voltaire ipotizzò la presenza di esseri intelligenti su Saturno e addirittura l’esistenza di un pianeta extrasolare (!) attorno alla stella Sirio, Micromega, nella sua opera omonima Micromega, appunto.

Man mano che la lancetta del tempo è avanzata, molti altri autori hanno formulato diverse congetture e fantasiose ipotesi. Tra le più famose, nello stesso anno della “scoperta” dei canali marziani ad opera di Schiaparelli, nel 1895, l’astronomo Percival Lowell li descrisse con dovizia di particolari, ipotizzandone la natura artificiale (ne abbiamo parlato più volte qui su Coelum Astronomia).

Bisogna tuttavia aspettare il 1960 perché la possibilità di interagire con le ipotetiche civiltà tecnologiche si concretizzasse sotto forma di un vero e proprio progetto di ricerca.

In quegli anni infatti, si teorizzò la possibilità di comunicare con “l’esterno” attraverso l’invio e la ricezione di segnali nelle bande radio e microonde. Dal 1971, il programma SETI (Search for ExtraTerrestrial Intelligence) – nato grazie a un’idea di Frank Drake, del quale è ancora uno dei direttori, e trasformata in un vero e proprio programma sistematico di ricerca da John Billingham – è ancora oggi una delle realtà più presenti nel campo dell’esobiologia radio e,