Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 65

ammoniaca. L’acqua salata ricca di sostanze volatili sarebbe poi stata guidata vicino alla superficie di Cerere attraverso le fratture collegate alla riserva d’acqua posta sotto Occator. La pressione più bassa sulla superficie avrebbe causato la fuoriuscita del fluido sottoforma di vapore. Dove le fratture hanno raggiunto la superficie, questo vapore sarebbe fuoriuscito in modo copioso trascinando con sé particelle di ghiaccio e sali, depositandole così sulla superficie.

Al contrario, Cerealia Facula deve essersi formato con un processo diverso, poiché è una struttura più elevata e brillante rispetto alle Vinalia Faculae. Il materiale di Cerealia potrebbe essere stato più simile a una vera e propria lava ghiacciata che, filtrando attraverso le fratture del fondo del cratere, ha dato origine alla cupola centrale, dando forma così a un domo da criovulcanismo (una formazione a cupola del tutto simile a quella che troviamo nei vulcani, chiamata anche duomo).

Durante questo processo, probabilmente si sono verificate fasi intermittenti di ebollizione, simili a ciò che è accaduto quando si è formata Vinalia Faculae, disseminando così la superficie con particelle di ghiaccio e sali che oggi formano la macchia chiara di Cerealia.

Conclusioni

La missione Dawn sta dando un contributo determinante allo studio dei protopianeti del Sistema Solare. Cerere presenta delle forti somiglianze con i satelliti ghiacciati esterni del sistema di Giove, mentre ha pochi punti in comune con gli asteroidi poveri d’acqua (come Vesta), che popolano la regione interna della Fascia Principale.

Grazie ai dati inviati sulla Terra, ora sappiamo che Cerere, pur non essendo completamente differenziato, un tempo era un mondo oceanico in cui acqua, azoto e ammoniaca interagivano con le rocce.

Molto probabilmente si è formato in un ambiente “umido”, grazie al processo di accrescimento attraverso planetesimi sia rocciosi sia ghiacciati, con questi ultimi provenienti da zone più periferiche della nebulosa protoplanetaria.

Mentre il mondo oceanico si congelava e il ghiaccio d’acqua sublimava nello spazio, sali e altri minerali si concentravano in depositi che ora sono esposti, grazie agli impatti asteroidali, in molti punti della superficie. Materiale in attesa di essere prelevato e studiato magari da parte di future missioni spaziali.

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