Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 64

Un primo piano ad alta risoluzione di Cerealia Facula, la brillante regione centrale del cratere Occator. Si apprezza bene il domo centrale e le sue fratture sommitali (NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI/LPI).

durante la sua formazione avviene un fenomeno esplosivo che rimescola i materiali coinvolti invece di separarli.

La genesi delle macchie chiare deve essere successiva alla formazione del cratere, anche se correlata a esso. La spiegazione più semplice ipotizza che, sotto la parte di crosta che avrebbe in seguito visto la formazione di Occator ci fosse, almeno nel recente passato, una riserva d’acqua ricca di carbonato di sodio, e che l’impatto con il corpo che ha creato il cratere possa avere originato una serie di fratture nella crosta che hanno permesso la risalita in superficie di questa riserva d’acqua. I sali potrebbero essere quindi i residui di un antico oceano, o almeno di grandi masse d’acqua, che hanno raggiunto la superficie e poi si sono congelati milioni di anni fa.

Le Vinalia Faculae, ossia le regioni più chiare e diffuse poste a nordest della cupola centrale del cratere, potrebbero essersi quindi formate da un fluido guidato verso la superficie da una piccola quantità di gas, un processo fisico simile a quello che avviene quando si stappa una bottiglia di spumante. Il gas disciolto nell’acqua, ricca di sali, avrebbe potuto essere una sostanza volatile come vapore acqueo, anidride carbonica, metano o

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