Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 63

numerici per cercare di comprendere in quanto tempo possano essersi formati e grazie a quale meccanismo. Partendo da picchi acuti come quello di Ahuna Mons, hanno calcolato il tempo necessario alla lava ghiacciata per appiattirsi fino alla forma che le altre cupole mostrano, rafforzando l’idea che si tratti proprio di una dinamica simile a quella dei vulcani.

Paragone però non banale, essendo i domi molto antichi e la superficie del pianeta molto craterizzata, motivo per cui definirli con certezza criovulcani, anche se probabile e atteso, ha richiesto del tempo.

Si è poi riusciti ad assegnare un’età approssimativa alla maggior parte di loro, e, incrociando tale risultato con altri vincoli e alla velocità di formazione, pare proprio che Cerere abbia sperimentato eventi di criovulcanismo durante tutta la sua storia geologica, anche se con tassi di formazione molto più lenti dei corrispettivi basaltici qui sulla Terra.

Il criovulcanismo è un elemento particolarmente interessante per la ricerca sulla storia e la formazione del nostro Sistema solare, in particolare per la ricerca di vita e per capire da

dove abbia avuto origine. Il criomagma, infatti – composto per lo più di acqua e sali che dal sottosuolo si riversa sulla superficie ghiacciata di questi mondi – indica un ambiente favorevole alla miscelazione chimica di sostanze che possono dare origine a molecole organiche complesse, le molecole alla base della vita, appunto.

Un recente studio poi, si è focalizzato sui depositi all’interno del cratere Occator, che ha un’età approssimativa di 20 milioni di anni. Dalle analisi risulterebbe che il materiale riversato al suo interno avrebbe un’età di soli 4 milioni di anni. Come può del criomagma continuare a fluire all’esterno, per milioni di anni dopo l’impatto, in un mondo altrimenti

geologicamente stagnante? I ricercatori hanno cercato allora altri motivi, fisici e chimici, che potessero mantenere il criomagma fluido così a lungo nel tempo, ipotizzando altri materiali che dovrebbero essere presenti sotto la superficie. Non sono però riusciti a colmare del tutto quel gap, anche se i nuovi modelli hanno “allungato la vita” del criomagma fluido di 10 milioni di anni. Questo significa che forse la loro intuizione è buona, ma c’è ancora molto lavoro da fare… Sicuramente, si tratta di un buon passo in avanti per comprendere se l’impatto può essere l’unica causa del criovulcanismo su Cerere o se ci sia una connessione con una sorgente più profonda di meccanismi che contribuiscano a sostenerlo, e che potrebbe anche portare a chiedersi se, anche se in modo molto blando, Cerere possa essere ancora geologicamente attivo.

Sotto. La prominente montagna Ahuna Mons, che si pensa sia un criovulcano, è visibile qui sul bordo di Cerere. Numerose montagne più vecchie e arrotondate, come quelle visibili nella metà inferiore di questa immagine, conferiscono a Cerere un aspetto bitorzoluto e potrebbero essere criovulcani più antichi, rivelando una lunga storia di vulcanesimo su Cerere. Crediti: Dawn Framing Camera, per gentile concessione Nasa/Jpl-Caltech/Ucla/Mps/Dlr/Ida

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