Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 52

Coelum Astronomia

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Non mancano le sorprese, e non potrebbe che essere così, nello studio di questo corpo che si pensava del tutto simile a un grande asteroide, un grande sasso amorfo, mentre di tutt’altro si tratta. Dallo studio della topografia del pianeta pare infatti che il suo polo si sia spostato di ben 36°, rivelando la natura “fangosa” di un oceano sotto la sua crosta superficiale.

È un italiano, Pasquale Tricarico ora senior scientist al Planetary Scientist Institute (Arizona), a pubblicare uno studio su Nature Geoscience in cui dimostra di essere riuscito a trovare tracce, anche se deboli, di un antico “paleo-equatore”, indice di uno spostamento deI poli del pianeta.

Studiando le variazioni di densità sulla crosta del pianeta, si infatti è accorto di particolari formazioni e fratture della superficie – tra cui ad esempio un accenno di cresta ad alta densità che si allinea con Ahuna Mons, la vetta più alta di Cerere ed ex criovulcano, o le Samhain Catenae, sottili fratture della superficie che non avevano ancora una spiegazione – che indicano come la crosta fosse solo debolmente accoppiata al mantello sottostante, e l’abbia “lasciato indietro” deformandosi, durante il riallineamento dei poli.

La cosa curiosa è che non si è trattato di un cammino lineare, ma a forma di “S”, come se i poli si fossero spostati in più passaggi.

Tutto questo può essere spiegato con la presenza di un denso oceano d’acqua fangosa tra crosta e mantello, che avrebbe ridotto l’attrito tra i due impedendogli di muoversi in modo solidale.

Non è la prima evidenza dell’esistenza sotterranea di acqua su Cerere, e non è il primo esempio che abbiamo di mondi simili (si pensi alle lune Europa e Encelado, ma non solo), e più impariamo sul passato di Cerere e più saremo in grado di comprendere il passato e l’evoluzione di questo tipo di mondi, che sempre più spesso vengono scoperti nel nostro Sistema Solare.

Il Polo vagabondo di Cerere

Sopra. Questa

immagine realizzata dalla

sonda Dawn mostra le catene di

solchi presenti sulla superficie di

Cerere: nello specifico qui vediamo la catena

chiamata Samhain Catenae. Crediti:

NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA