Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 44

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di polvere. Scattò così una sequenza di tentativi di ristabilire i contatti: venne stabilito un periodo di 45 giorni che la NASA riteneva essere la migliore finestra di tempo per ottenere una risposta…

L'epilogo

Dopo otto mesi di incessanti tentativi e più di mille comandi inviati, alla fine, martedì 12 febbraio, è arrivato il momento dell’ultimo tentativo, come annunciato in un tweet della NASA. L’ultimo comando, inviato tramite l’antenna Mars Station di 70 metri presso il Goldstone Deep Space Complex verso il Pianeta Rosso, rappresentava l’ultima speranza per tutto il team di missione di risvegliare e quindi rimettersi in contatto con Opportunity. Ma Oppy non ha risposto…

Così si concludono i tentativi di ristabilire il contatto con il rover, dopo che la tempesta globale marziana ne aveva interrotto le operazioni.

Si è pensato che uno strato di polvere troppo spesso impedisse alla luce di arrivare ai pannelli solari, e si è sperato nella stagione dei venti in arrivo, in cui una raffica provvidenziale, come già successo in passato, li ripulisse dai depositi, permettendo al rover di riprendersi.

Si è pensato anche a un qualche tipo di errore software che impedisse al rover di trasmettere, quindi non sono solo stati inviati segnali rimanendo all’ascolto per una risposta, ma sono stati anche inviati vari tipi di comandi, per provare a smuovere qualche corda, fino a sperare che forzando un riavvio di base si potesse risolvere un’ipotetica impasse.