Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 43

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La tempesta

Sopra. Questa immagine mette a confronto due riprese della parte superiore del rover, dove sono collocati i pannelli fotovoltaici: si nota a sinistra quanta polvere si sia accumulata nel corso di 10 anni di attività su Marte (foto del gennaio 2014). Crediti: NASA/JPL-Caltech

Alla fine di maggio 2018 si ebbero le prime avvisaglie di una nuova tempesta di sabbia su Marte: Opportunity, nella sua posizione presso Perseverance Valley, venne ben presto inghiottito nella crescente tempesta di polvere. Fu proprio questa tempesta a causare la fine del rover: oscurando il cielo del Pianeta Rosso con una fitta coltre di polvere, risultò sempre più difficile per Oppy ricaricare le sue batterie, dipendendo esclusivamente dal Sole e dai suoi pannelli fotovoltaici per la generazione di energia. Grande era la preoccupazione nel team di missione ma la speranza era quella che il rover potesse sopravvivere come già era capitato nel 2007. Ma, con 11 anni di più alle spalle, ce l'avrebbe fatta?

L’ultimo contatto con Opportunity è stato quello del 12 giugno, quando la luce del Sole è stata oscurata dalle polveri al punto da non riuscire più a ricaricare le batterie, alimentate da pannelli solari.

«My battery is low, and it’s getting dark». «Le mie batterie si stanno scaricando, e si sta facendo buio», questa la “traduzione” dell’ultimo messaggio dal rover.

Una volta conclusa la tempesta di sabbia, le speranze al centro di controllo erano quelle Oppy si sarebbe riuscito a ricaricare a sufficienza le batterie per rimettersi in attività.

A settembre, l'atmosfera sopra il rover era ormai tornata limpida a sufficienza da permettere ai raggi solari di raggiungere i pannelli del rover, a patto ovviamente che fossero relativamente privi