Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 40

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dovettero così fronteggiare una drastica e pericolosa perdita di potenza. La sabbia sollevata dalla tempesta, infatti, mise in serie difficoltà i sistemi fotovoltaici di ricarica delle batterie dei due rover: gli strumenti di Opportunity, per esempio, misurarono un calo della produzione di energia da 765 a circa 400 watt-ora.

Ovviamente, la situazione ebbe conseguenze immediate sul programma di esplorazione di Opportunity: la pericolosa missione all'interno del cratere Victoria pianificata per l'inizio di luglio venne temporaneamente sospesa e rinviata.

Fortunatamente, il 7 agosto 2007 la tempesta iniziò ad attenuarsi permettendo ai rover di ricaricarsi il necessario per riprendere le operazioni scientifiche.

Nel settembre 2007 Opportunity ha effettuato il primo tentativo di discesa verso il fondo del cratere, riuscendo ad accedervi sul finire dell'anno. Il 2008 è stato dedicato, fino ad agosto, a completare lo studio degli affioramenti rocciosi e ai vari strati del cratere Victoria, non senza alcuni intoppi: gli studi nella fascia interna del cratere infatti sono stati condotti molto lentamente e con difficoltà a causa di vari malfunzionamenti, tra cui la perdita di efficienza dello spettrometro che richiedeva numerose ore per terminare le analisi.

Successivamente, il rover si è diretto verso il più grande cratere Endeavour, avvistato da lontano il 7 marzo 2009, che con i suoi 22 chilometri di diametro è circa 25 volte più grande di Victoria. Il 15 dicembre 2010, lungo il tragitto verso Endeavour, il rover ha raggiunto il cratere di 90 metri chiamato "Santa Maria": l'analisi delle rocce risultò particolarmente interessante per via delle rilevazioni di minerali “acquiferi” già individuati da MRO.

Dopo un lungo viaggio, finalmente Opportunity raggiunse il bordo di Endeavour il 9 agosto 2011. Proprio qui, ai margini di Endeavour, Opportunity

Sopra. Sequenza di immagini dell'orizzonte marziano riprese durante i Sol 1205 (0,94), 1220 (2,9), 1225 (4,1), 1233 (3,8), 1235 (4,7) che mostra la quantità di luce bloccata dalle tempeste. Il valore di Tau pari a 4,7 corrisponde ad un blocco del 99% della luce. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Cornell