Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 39

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Il 3 novembre 2005 Opportunity dovette affrontare la prima seria tempesta di sabbia, in cui riuscì ad operare in modo automatico per tre giorni.

Gran parte del 2006 è stata dedicata allo studio del cratere Victoria, presso cui venne anche fotografato dalla sonda orbitale Mars Reconnaissance Orbiter. Anche qui, come presso il cratere Eagle, vennero rinvenute rocce molto ricche di ematite, dando sempre più peso alle teorie di un passato ricco d'acqua su Marte. Molto particolare fu inoltre l'osservazione del transito della luna marziana Phobos sul Sole, fenomeno verificatosi nel marzo 2006.

Dopo aver parzialmente circumnavigato il cratere Victoria, nel giugno 2007 il rover è tornato al punto di partenza chiamato Duck Bay, punto ideale per tentare di accedere all'interno del cratere, in modo da continuare le analisi dall'interno.

La fine di giugno 2007 segna uno dei momenti più critici per la missione di Opportunity (ma anche di Spirit): proprio in quei giorni le immagini di THEMIS (Thermal Emission Imaging System), lo strumento a bordo della sonda Mars Odissey, hanno cominciato a mostrare che sulla superficie di Marte qualcosa stava cambiando. Una crescente velatura nelle immagini riguardanti l'emisfero meridionale del pianeta indicava senz'ombra di dubbio che si stava attivando una tempesta di sabbia. Le tempeste si intensificarono via via per raggiungere infine la copertura globale: i rover

Sotto. Il rover Opportunity è ritratto sul bordo del cratere Victoria in questa immagine dell'ottobre 2006 scattata dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). Questo grande cratere di 880 m di diametro si trova appena a sud dell'equatore di Marte. L'erosione e le slavine di roccia hanno creato il caratteristico bordo seghettato di Victoria, il cui centro è dominato da un suggestivo campo di dune di sabbia. Al momento dello scatto il MRO si trovava a una quota di 267 km, rivelando oggetti di appena 81 cm di diametro. Crediti: NASA/JPL-Caltech