Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 37

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La missione e le scoperte

Sopra. Proprio nel cratere Eagle vennero osservate per la prima volta alcune piccole pietre bluastre e sostanzialmente sferiche presto soprannominate "mirtilli marziani". Non si tratta di frutta ovviamente ma la scoperta è stata comunque davvero importante: ricche di ematite, queste rocce si sono formate molto probabilmente in presenza di acqua, gettando le basi per le teorie che ora descrivono Marte come un pianeta un tempo molto più ricco d'acqua rispetto a quanto vediamo oggi. Crediti: NASA/JPL-Caltech.

Sotto. Un particolare mosaico wide-angle del Burns Cliff: si nota la roccia fortemente stratificata delle pareti del cratere Endurance (parete di sudest). Immagini scattate tra il 13 e il 20 novembre 2004. Crediti NASA/JPL-Caltech

Partendo dal luogo di atterraggio situato in Meridiani Planum, il primo sito di studio per il rover fu il cratere posto a poche decine di metri di distanza, presto battezzato dal team "cratere Eagle". Qui il rover ha potuto mettere in azione la sua strumentazione scientifica compiendo rilevamenti sul suolo e analizzando campioni di roccia: la regione del cratere Eagle era caratterizzata da numerosi affioramenti rocciosi e da sabbie molto scure.

Successivamente il rover si diresse verso un altro cratere, Endurance, raggiunto il 30 aprile 2004, presso cui soggiornò per compiere le sue ricerche tra il giugno e il dicembre 2004. Molto particolari risultarono le rocce delle pareti del cratere, che mostravano una netta stratificazione, probabilmente dovuta a periodi di siccità alternati a periodi più umidi.

In seguito, dopo aver analizzato il sito di impatto del suo scudo termico, l'attenzione venne subito catturata dalla presenza di una particolare roccia, poi identificata come un meteorite intatto, battezzato "Heat Shield Rock" proprio in riferimento allo scudo