Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 22

Una delle domande fondamentali relative alla ricerca della vita nell'universo è quella che riguarda i mattoni della vita. Tali costituenti di base per la vita, le molecole organiche, sorprendentemente si trovano un po' dappertutto nello spazio e sui corpi del Sistema Solare. Ma in che modo queste molecole raggiungono i pianeti in formazione, come è accaduto con la Terra, e come sono distribuite nei sistemi planetari?

Un recente studio di un team di astronomi, guidato da Jeong-Eun Lee, della Kyung Hee University in Corea del Sud, ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per analizzare la giovane stella V883 Ori, posta a 1.300 anni luce di distanza, e hanno rilevato molecole organiche complesse. Nella regione esterna del disco, la maggior parte dei materiali organici sono bloccati nel ghiaccio, risultando invisibili nella banda radio di ALMA, ma vicino alla stella il calore sublima i materiali in forma di gas.

La linea tra queste due regioni è solitamente chiamata "linea di neve". La particolare osservazione è stata possibile grazie a un raro outburst della stella: un’eruzione di materia esplosa dalla fotosfera della stella causando un improvviso aumento della sua luminosità. L’eruzione ha anche ampliato la linea di neve. È stato proprio grazie a questo ampliamento che le molecole in questione sono state identificate. Ciò ha consentito agli astronomi di creare una mappa dei

composti organici presenti nel disco protoplanetario: una distribuzione ad anello con un raggio di 60 unità astronomiche, il doppio dell’orbita di Nettuno.

Le molecole osservate includono metanolo, acetaldeide, formiato di metile, acetonitrile e acetone, quest’ultimo rilevato per la prima volta con certezza in un sistema planetario in formazione. Sono cinque molecole organiche complesse, cinque precursori di amminoacidi e zuccheri, dunque potenziali semi di materiale prebiotico.

Osservazioni come questa risultano di grande valore per arrivare a determinare come la vita possa essere sorta sul nostro pianeta.

Un flare stellare permette l'osservazione dei mattoni della vita

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di Redazione Coelum Astronomia

Sotto. Impressione artistica che mostra la linea di neve nel disco protoplanetario posto attorno alla giovane stella V883 Ori. Quando la stella sprigiona un flare, spinge la linea di neve più verso l'esterno, rendendo visibili le molecole organiche precedentemente congelate. Crediti: NRAO/AUI/NSF/Angelich