Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 21

di Redazione Coelum Astronomia

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Hubble scopre per caso

un'antica galassia nana

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Crediti: NASA/ESA/L. Bedin

A volte, si sa, il caso gioca un ruolo fondamentale anche nella scienza. Ed è proprio il caso che ha permesso di scoprire una nuova galassia nana. La scoperta è stata effettuata dall'astronomo Luigi Bedin, dell'Osservatorio Astronomico di Padova, e dai suoi colleghi, mentre stavano utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble per studiare un ammasso globulare chiamato NGC 6752. Analizzando le immagini dell'ammasso, ecco che, proprio dietro le stelle più luminose, il team si è accorto della presenza di una piccola e stranamente isolata galassia, posta a circa 30 milioni di anni luce dalla Via Lattea.

La galassia, soprannominata Bedin 1, è molto particolare nel suo isolamento. La galassia più vicina (NGC 6744) si trova infatti a 2 milioni di anni luce, c'è una possibilità che questo piccolo batuffolo di stelle possa essere collegato ad essa – Bedin 1 mostra, in effetti, segni di un'interazione gravitazionale risalente a un lontano passato – ma ne è molto distante, il che ne fa un sistema stellare piuttosto isolato nello spazio...

Le galassie nane sono molto comuni nell'universo, ma la maggior parte di esse segue galassie più grandi, risultando – da un punto di vista gravitazionale – completamente alla mercé di esse. Il destino di queste piccole galassie è quello di essere spesso divorate e inglobate nelle vicine più grandi, dando il via a intensi processi di formazione stellare. Analizzando la popolazione stellare di Bedin 1, invece, è emerso che le stelle sono per lo più piccole e vecchie, il che implica che la galassia nana abbia generato tutte le sue stelle in un singolo picco di attività situato circa 10 miliardi di anni fa. Da allora, la nascita di nuove stelle si è fermata, lasciando che le stelle massicce di Bedin 1 si consumassero e morissero senza che sopraggiungessero nuove stelle a sostituirle.

Quindi se Bedin 1 è effettivamente collegata gravitazionalmente al lontano ammasso NGC 6744, sembra che la galassia maggiore, in questo caso, abbia lasciato il suo fratellino minore da solo, praticamente intatto.