Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 165

celeberrimo, con i piedi ben piantati a terra – come testimoniano le sue umili origini da figlio di immigrati cechi e slovacchi – ma con lo sguardo rivolto alle stelle, è quanto di più autentico si possa desiderare da chi ha letteralmente compiuto passi che sono entrati nella storia. Oltre ad avere partecipato alle missioni spaziali Gemini 9 e Apollo 10 (nelle quali ha orbitato rispettivamente, attorno alla Terra e alla Luna), Eugene Cernan è stato il comandante della missione Apollo conclusiva, la numero 17, ed è stato l’ultimo essere umano ad avere calpestato la superficie della Luna. Il 14 dicembre 1972, Gene Cernan, Comandante di Apollo 17, risaliva la scaletta del modulo lunare e decollava dalla valle lunare di Taurus-Littrow. Si concludeva così l’ultima esplorazione umana sulla luna.

Se si deve muovere qualche critica a “L’ultimo uomo sulla Luna”, si può dire che – pur avendo posto grande attenzione alle proprie vicende personali – Cernan è stato un po’ sbrigativo nel descrivere il resto della sua vita, dopo l’ultima storica missione spaziale, così come piuttosto soft è la trattazione di alcuni momenti di tensione, come ad esempio i rapporti piuttosto problematici con alcuni suoi colleghi o qualche reticenza nella descrizione di un suo noto incidente con un elicottero mentre volava radente sul mare. Ma questo è nel suo stile: lasciare da parte il gossip per concentrarsi su ciò che reputava veramente importante.

E gli si può perdonare anche il suo indulgere in qualche preferenza politica o nel descrivere qualcuno di quei piccoli privilegi che un uomo comune poteva solo sognarsi. Nel libro racconta dei grandi sacrifici che tutti gli astronauti e le loro famiglie dovettero affrontare e della consapevolezza degli enormi rischi a cui si esponevano. Ancora una volta, Cernan non ci parla solamente del lato eroico e affascinante della vita di un astronauta, ma anche delle paure, dei fallimenti e delle frustrazioni che dovettero sopportare per raggiungere l’obiettivo che che appariva ai più impossibile.

Il mio rapporto personale con il Capitano era davvero unico. È stato fra i primi astronauti del programma Apollo che ho incontrato e da allora non ci siamo mai persi di vista. Era un uomo con

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