Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 146

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NGC 1647

Nella conclusione di questo primo viaggio nella costellazione del Toro, la nostra attenzione è ora diretta poco più di 2° a nord-est di Aldebaran dove, con l’ausilio di un binocolo, potremo notare uno spettacolare ammasso stellare largo ben 40’ (ovvero, più di metà del diametro lunare) che si stacca bene sullo sfondo oscuro del cielo. Si tratta di NGC 1647, scoperto da William Herschel il 15 Febbraio 1784 tramite un telescopio riflettore da 47 cm di diametro. Nel 1864, il figlio John lo incluse tra i 5079 oggetti del suo General Catalogue of Nebulae and Clusters con il numero

896. Di forma grossomodo circolare, l’ammasso è formato da circa 200 componenti oggi note, una cinquantina delle quali hanno luminosità apparente inferiore alla dodicesima grandezza. Telescopi da 150 mm sono invece in grado di mostrare numerose decine di stelle fino alla magnitudine +13, molte delle quali disposte a gruppi di due o quattro. Nonostante ciò è evidente la mancanza di una condensazione centrale apprezzabile.

Trovandosi non lontano dal complesso di nubi polverose del Toro, si stima che la luminosità delle sue stelle sia da questo assorbita di una quantità compresa tra 0,8 ed 1,8 magnitudini. A meridione, l’ammasso è delimitato dalla luminosa coppia di stelle di sesta grandezza HD 30197 e HD 30179. Parimenti, a nordest, altre due stelline di ottava grandezza si rendono

appariscenti delimitando il gruppo con la loro spiccata tonalità arancione. La distanza di NGC 1647 dal Sistema Solare è di circa 1.760 anni luce, valore che relazionato alle dimensioni apparenti fornisce il reale diametro dell’ammasso, pari ad almeno 23 anni luce. Il diagramma HR evidenzia invece che la sequenza principale parte dal tipo spettrale B7 V, valore dal quale deriva un’età di circa 150 milioni di anni. Tra le componenti di NGC 1647 citiamo, infine, SZ Tau, una variabile cefeide che nel preciso periodo di 3,15 giorni oscilla tra le magnitudini +6,50 e +6,86.