Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 145

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rilevandone variazioni nella velocità radiale tramite effetto Doppler (il principio risiede nel fatto che la frequenza e l'ampiezza delle singole oscillazioni sono in correlazione con lo stato fisico dei vari strati stellari che l'onda attraversa), è stato quindi possibile stimare con precisione la massa di Aldebaran, che risulta essere pari a 1,16 volte quella del Sole.

In letteratura viene spesso citata la compagna di Aldebaran. Nei suoi pressi fanno presenza ben altre cinque deboli stelle che potrebbero essere definite, a tutti gli effetti, compagne ottiche. Tra queste, però, una nana rossa di tredicesima grandezza denominata α Tau B, esibirebbe lo stesso moto proprio e la stessa parallasse di Aldebaran, andando quindi a costituire una binaria fisica con essa. Misure accurate su questa stella sono tuttavia abbastanza difficili da ottenere, perché la debole componente B, lontana solo 0,5″ d'arco da Aldebaran, si trova troppo vicina ad essa, determinando un notevole margine di errore per avere certezza di una relazione fisica tra le due stelle.

α Tau B è una debole nana rossa di tipo M2, con massa 0,15, raggio 0,36 e una luminosità 0,0014 volte quella del Sole, se fosse realmente legata ad Aldebaran, almeno 600 UA la separerebbero dalla gigante arancione.

Vi sono state anche speculazioni circa la presenza, in orbita attorno ad Aldebaran, di un oggetto oscuro: la variazione rilevata nella velocità radiale della stella venne infatti interpreta anche come un pianeta, o una nana bruna, dalla massa almeno undici volte quella di Giove e dal periodo orbitale pari a due anni, ma nessuno studio successivo ha mai confermato tale ipotesi.

Allontaniamoci quindi da questa gloriosa gigante arancione con l'idea che, guardando il corrusco occhio del Toro, stiamo osservando oggi ciò in cui il nostro Sole, tra circa 5 miliardi di anni, andrà a mutarsi.