Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 144

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Coelum Astronomia

probabilità la stella il cui raggio è stato maggiormente misurato e studiato. Il grande numero di misurazioni ottenute nel tempo ha imposto un certo margine di incertezza nel risultato che, comunque, soprattutto grazie a misure interferometriche ottenute al Very Large Telescope, pongono il diametro angolare di Aldebaran a 20,58 millesimi di secondo d'arco. Relazionando tale valore alla distanza della stella, il diametro reale di Aldebaran risulta pari a 44 volte quello del Sole: fosse idealmente situata al posto del Sole, la gigantesca stella occuperebbe metà dell'orbita di Mercurio e apparirebbe dalla Terra come un disco largo oltre 20°.

Un oggetto evoluto ed enormemente espanso come la nostra gigante, per la conservazione del momento angolare deve, per forza di cose, ridurre la velocità di rotazione: il valore di 643 giorni – ovvero 25 volte quello del Sole! – rilevato a seguito di ricerche condotte a tal fine conferma quindi la teoria. Tenendo poi conto del suo volume e della sua temperatura alla superficie, la gigante emette una luminosità prossima a 520 volte quella della nostra stella!

Nel secolo scorso venne da più autori denotata una possibile variazione luminosa di Aldebaran; essendo valori rilevati di modesta entità e compatibili, quindi, anche con l'incertezza derivata da strumenti e metodi all'epoca utilizzati, si ritenne che la stella non fosse affatto variabile. Il valore dell'oscillazione luminosa, ancora oggi indicato in soli 2 decimi di grandezza (più precisamente, tra le magnitudini +0,78 e +0,93), unito alla mancanza di periodicità, portò comunque Aldebaran ad essere classificata quale variabile irregolare lenta.

A seguito di studi condotti sulle possibili pulsazioni della struttura di Aldebaran

Crediti: NASA/ESA/STScI.