Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 142

142

Coelum Astronomia

storpiato dai cartografi europei, divenne il nome proprio oggi noto.

L'astronomo italiano Giovanni Riccioli attribuì alla stella il nome latino Oculus australis, cui probabilmente si riferì Flamsteed nella successiva denominazione di ε Tau.

Presso gli antichi persiani, Aldebaran, assieme a Regulus (α Leo), Antares (α Sco) e Fomalhaut (α PsA) era considerata una delle cosiddette “stelle regali”, probabilmente derivato dal fatto di trovarsi equidistanti sulla volta celeste e “governare”, quindi, le quattro stagioni.

Aldebaran è, ancora oggi, una delle quattro stelle di prima grandezza – le altre, Regulus, Spica (α Vir) e Antares – sovente occultate dalla Luna e, tra queste, la più luminosa. Particolarità che certamente non sfuggì agli attenti contemplatori celesti del passato, a seguito di cui la stella ricevette una certa importanza.

Una di tali importanti occultazioni venne osservata e registrata ad Atene nel marzo del 509 d.C. Ebbene, dovettero passare più di mille anni prima che l'astronomo inglese Edmond Halley, studiando i dati pervenuti da quell'evento, potesse determinare come la posizione di Aldebaran nel cielo, unitamente a quella di altre stelle quali Sirius o Arcturus, fosse nel frattempo variata: cosa, all'epoca, certamente ancora ignota!

Proprio a seguito di tali studi, nel 1718 Halley annunciò di aver scoperto che tali stelle denotavano un moto proprio nello spazio, mai osservato prima nella storia dell'astronomia. In

Sopra e a destra. L'immagine mostra il risultato finale complessivo delle riprese evidenziando il moto della Luna rispetto alla stella Aldebaran (anche se dalla foto può sembrare la stella a spostarsi). L'ingrandimento mostra un dettaglio del momento in cui la Luna ha occultato la stella.