Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 129

www.coelum.com

129

Riferimenti storici

Cratere Meton: nome assegnato nel 1651 da Riccioli dedicato all'astronomo ateniese Metone (V secolo a. C.).

Cratere C. Mayer: nome assegnato da Schroter nel 1802 dedicato al gesuita e astronomo boemo Christian Mayer (1719-1783), noto per la scoperta di pianeti orbitanti intorno a stelle molto luminose.

Cratere Sheepshanks: nome assegnato nel 1865 da Birt dedicato ad Anne Sheepshanks, sorella benemerita di un astronomo inglese.

Il complesso di Meton

Spostiamoci di poco a sud e vediamo ora un'antichissima e spettacolare formazione lunare multipla, una delle più osservate strutture di tutto il settore settentrionale del nostro satellite: il complesso di Meton, la cui origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Pre Nectariano (da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa), costituito dall'esteso cratere situato in posizione quasi centrale, con un diametro di 126 km, e da altri crateri adiacenti tra cui Meton-D di 78 km a est, Meton-C di 77 km a sudest, Meton-F di 51 km a ovest, Meton-E di 42 km a nordovest.

Osservando questa interessantissima regione lunare al telescopio – a prescindere dalle basse pareti, che ne disegnano in modo abbastanza evidente il limite più esterno e ne indicano anche la particolare peculiarità – è praticamente impossibile definire i confini dei singoli crateri appena citati, essendo perfettamente comunicanti fra loro ad eccezione solo di alcuni segmenti di modeste dorsali, fino al punto da considerarli un'unica enorme platea avente un diametro complessivo di circa 200 x 150 km. Occorre comunque precisare che, oggi, questa struttura, come numerose altre nelle vicinanze, si presenta quasi completamente inondata di materiale lavico che in epoche remotissime si riversò in superficie dal sottosuolo.

Tralasciando i crateri Barrow e W. Bond già visti in un precedente articolo (Coelum Astronomia 222), a sudest di Meton vediamo Neison, cratere di 54 km di diametro di cui non è noto il periodo geologico di formazione. Anche in questo caso siamo di fronte a una struttura lunare con basse pareti piuttosto irregolari e una platea relativamente appiattita, priva di rilievi collinari ma cosparsa di innumerevoli craterini.

Ancora più a sud, potrà rivelarsi molto interessante l'osservazione di alcuni crateri fra cui C. Mayer di 39 km di diametro proveniente dal Periodo Geologico Imbriano Superiore (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa). La cerchia dei bastioni intorno al cratere è alta 2.200 metri e si presenta ben conservata presentando inoltre lunghi terrazzamenti sul versante rivolto verso l'interno del cratere. I vari terrazzamenti e i rilievi che dalla base interna delle pareti si estendono verso il centro della platea ne riducono sensibilmente l'estensione inoltre, come se non bastasse, il gruppo montuoso centrale si estende verso nord fino a collegarsi direttamente con la parete settentrionale. A nordovest del cratere principale si trova C. Mayer-H, una struttura irregolare con diametro di 43 km, priva di rilievi e colline ma cosparsa da innumerevoli craterini mentre immediatamente a sudest di C. Mayer abbiamo C. Mayer-D con diametro di 66 km, anche questo largamente irregolare, privo di rilievi nella platea e con numerosi crateri di vario diametro fra cui C-Mayer-F di 7 km. Nelle vicinanze, a sudovest C. Mayer-E di 12 km e il più esteso C. Mayer-B di 36 km mentre, immediatamente a sud, il cratere Sheepshanks di 26 km di diametro. Ci troviamo ormai sulla sponda settentrionale del mare Frigoris.