Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 11

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anzi ne arriveranno molte altre e siamo in attesa di quelle ravvicinate e a maggior risoluzione. Ricordiamo infatti che l'invio dei dati è solo all'inizio e saranno necessari diversi mesi per arrivare completamente a Terra. Quelle che presentiamo qui sono le riprese finali, effettuate mentre la navicella si allontanava a 50.000 chilometri all’ora dal suo obiettivo, circa dieci minuti dopo il momento di massimo avvicinamento.

Ma proprio da queste ultime immagini “di addio”, arriva l’ennesima sorpresa a cui ormai questo genere di missioni “al limite” ci sta abituando. La curiosa forma a scamorza, data ormai praticamente per certa e dovuta (si ipotizzava) a due corpi sferoidali a contatto, ora non sembra più così certa.

Le nuove immagini sono state riprese sempre il 1° gennaio 2019, ma quando la New Horizons si trovava a 8.862 chilometri da 2014 MU69 (questo il nome ufficiale del KBO da tutti soprannominato Ultima Thule). Quella che vediamo sulla sinistra nell’immagine di apertura, è una “media” di 10 immagini riprese dalla Long Range Reconnaissance Imager (LORRI), e la vediamo sfocata nella versione “grezza”, perché New Horizon ha dovuto aumentare i tempi di esposizione per riuscire a raccogliere la maggior parte possibile del debole segnale in arrivo sui suoi sensori. È stato però poi possibile elaborare i fotogrammi e ripulire l’immagine per ottenere la versione più nitida di questa sottilissima falce di Ultima Thule che vediamo nell’immagine di apertura di destra.

Analizzando le prime immagini ricevute, congiuntamente a questa nuova vista “da dietro”, ci si è accorti di quanto sbagliata fosse la prima impressione sulla forma di questo remoto oggetto, colpevoli la prospettiva e il punto di vista inevitabilmente incompleto.

Il video ottenuto da questo “addio a Ultima Thule”, che vedete qui sotto, mostra infatti inequivocabilmente (questa volta) che i due lobi, rinominati da Alan Stern, PI della missione, Ultima e Thule, non sono affatto sferici. Continuando con le similitudini, alla NASA sostengono che Ultima, il lobo più grande, è più simile a un “pancake” (le famose frittelle dei film americani), quindi una forma molto più appiattita rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, mentre Thule, il lobo più piccolo, assomiglierebbe a una “noce ammaccata”.

Quindi, partendo dalla iniziale ipotesi che il KBO fosse costituito da una coppia di corpi di dimensioni simili in orbita stretta siamo passati ad una struttura composta da due corpi sferoidali a contatto (grazie alle prime immagini) per giungere infine a un ulteriore modifica – ma probabilmente non sarà l’ultima – di quella che scopriamo essere la reale forma di Ultima Thule:

«Abbiamo avuto una prima impressione di Ultima Thule, sulla base del numero limitato di immagini

A destra. Al momento questo è il video dell'oggetto più lontano mai ripreso nel nostro Sistema Solare. Le immagini rivelano il contorno della porzione oscura di Ultima Thule, non illuminata dal Sole al momento del passaggio, ma che può essere tracciata grazie alle stelle di fondo, oscurate dalla stessa. Cliccare l'immagine se la sequenza non parte. Crediti: NASA / Johns Hopkins Applied Physics Laboratory / Southwest Research Institute / National Optical Astronomy Observatory