Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 102

un termine su cui molti media (non certo troppo seri) costruiscono castelli di stupidaggini facendo spesso credere agli ignari lettori che si osserverà una Luna straordinariamente enorme. Beh, ovviamente chi legge Coelum Astronomia sa che non è così, essendo la superluna praticamente uguale al solito, perlomeno a occhio nudo, anche se effettivamente risulta un po’ più grande del normale (la differenza è apprezzabile numericamente, in termini di chilometri di diametro o in certe fotografie scattate ad hoc).

Sicuramente il fenomeno costituisce una curiosità che può attirare, e magari anche avvicinare, qualcuno all’osservazione del cielo, e questo è certamente un pregio. Personalmente sarei andato a fotografarla anche se si fosse trattato di una miniluna, che nessuno nomina mai, una luna che si trova nel punto più lontano dell’orbita, al perigeo!

Il tempo è davvero splendido, con il cielo azzurro e l’aria secca: le condizioni ideali insomma. La mia fatica sarà ampiamente ripagata, sembra.

In un’oretta e quaranta minuti circa raggiungo la cima.

È stata una bella camminata tra la neve abbondante e scenari incomparabili. Dopo un sorso di tè caldo e una barretta energetica, mi guardo attorno godendomi il “mare di montagne” di cui parlava Grohmann. Sono le 17:00, manca una mezz’oretta alla levata della Luna.

So già con sufficiente precisione dove spunterà e preparo quindi la fotocamera puntata in quella direzione. Il Sole cala diametralmente dalla parte opposta: ormai è quasi all’orizzonte. Con il binocolo cerco il primo lembo lunare che puntualmente appare da dietro la Croda da Campo, lontana cima cadorina.

Un fremito mi assale… È una luna tremolante, sformata e rosacea, quella che si alza man mano da dietro la montagna arrossata dall’ultimo Sole. È una visione che emoziona, quasi irreale.

Scatto di continuo per imprimere quei magici momenti nella fotocamera. Il Sole intanto sparisce, ma la sua luce è ancora presente sulle montagne più alte. Quello che sto ammirando è un vero capolavoro dipinto dalla natura, esposto nel grande museo a cielo aperto delle Dolomiti. Nessun biglietto da pagare, solo la voglia di sognare.

La Luna si alza immersa nella rosacea cinta di Venere, che più in basso lascia spazio alla grigiastra ombra terrestre proiettata nello spazio. Il Sole intanto è sparito ovunque, fa freddo e il dover fotografare senza i guanti mi costa la perdita di sensibilità delle dita delle mani. Poco male, non sarà certo un po’ di freddo a rovinare quest’atmosfera fiabesca in cui sono immerso.

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