Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 101

C’era una volta...

Cominciano così le fiabe di solito.

Questo racconto parla di una superluna e inizia però con una data precisa… Martedì 19 gennaio, ore 15.00.

Zaino pesante in spalla, racchette da neve ai piedi, abbigliamento rigorosamente invernale addosso: così attrezzato mi incammino dai pressi di Passo Falzarego (BL) verso il Nuvolau, una fantastica cima dolomitica che raggiunge la quota di 2.574 metri, cima che Paul Grohmann, famoso conquistatore di cime dolomitiche, alla fine del diciottesimo secolo, una volta arrivato lassù così descrisse nella sua opera “Wanderungen in den Dolomiten” del 1877: «Un mare di montagne è davanti a noi, e sarebbe inutile volerle elencare o descrivere».

L’ascensione non è certo difficile, svolgendosi inizialmente su una ex mulattiera militare poi a lato di una pista da sci e infine lungo la larga dorsale che conduce in vetta, un luogo che ho raggiunto innumerevoli volte per condurre osservazioni particolari e che ho più volte avuto modo di raccontare su questa rivista.

Questa volta il mio obiettivo è la Luna piena da cogliere proprio al tramonto del Sole in un contesto davvero fiabesco. Tra l’altro non una Luna qualsiasi ma una “superluna”, termine ormai entrato nel linguaggio comune e utilizzato per indicare un plenilunio che avviene con il nostro satellite naturale nel punto (o nei suoi pressi) della sua orbita più vicino al nostro pianeta (tecnicamente detto “perigeo”).

Si, lo so, qualche appassionato storcerà sicuramente la bocca a sentir parlare di superluna,

Vivere

una Favola

di Claudio Pra

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