Coelum Astronomia 231 - 2019 - Page 94

UNO SCATTO AL MESE

di Giorgia Hofer

Coelum Astronomia

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Usare la prospettiva

per toccare la Luna

In quanto fotografa e appassionata di paesaggi notturni e non, ho sempre lo stimolo di cercare nuove inquadrature e location diverse per ambientare i miei scatti. Naturalmente tutti tendono a osservare preferenzialmente ciò che interessa maggiormente e proprio per questo, probabilmente, in molti si chiederanno perché fotografi sempre quei puntini luminosi. In fin dei conti, sono solo delle lucine in mezzo all’immensità del cielo... ma per noi astrofili non sono solo quello.

Miliardi di chilometri ci separano da quei puntini luminosi e osservarli è come viaggiare nel tempo. Ogni corpo celeste è posto a una distanza differente e ogni singolo fotone partito da quelle stelle è costretto a compiere un lungo viaggio prima di ritrovarsi, quasi magicamente, qui davanti a noi, per essere catturato dai nostri occhi assieme a ciò che ci circonda più da vicino.

È questa, per me, la magia della fotografia astronomica: in uno scatto istantaneo sono racchiuse migliaia di informazioni elaborate e combinate dalla fantasia, dalla sensibilità e dall’esperienza di chi le fotografa. Come nell’immagine qui sotto: la Luna appare enorme perché ho incluso nella stessa inquadratura il paese di Danta, fotografato da circa 2 chilometri di distanza, oltre ovviamente al nostro satellite naturale. Si tratta di un trucco per ottenere immagini suggestive utilizzando gli effetti della prospettiva.

Sono quindi la sensibilità e le scelte compiute dalla persona che scatta la fotografia a caratterizzarla, proprio come accade per ogni altra opera d’arte. Personalmente cerco sempre di

In alto. La sottile falce di Luna tramonta dietro l’abitato di Danta: 1 secondo di posa, f/3,5, ISO 1000. Lunghezza focale 400 mm.