Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 83

www.coelum.com

83

Un Centro Dati Scientifico tutto italiano per la Meteorologia Spaziale

L’importanza della meteorologia spaziale è testimoniata da una recente iniziativa di cui si è fatta portatrice l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), che si propone di istituire un Centro Dati Scientifico Nazionale per la meteorologia spaziale, denominato ASPIS (ASI Space Weather Infrastructure). Il centro raccoglierá diversi dati di interesse per la meteorologia spaziale acquisiti da asset nazionali, assieme ai tool per la loro analisi, mettendo a fattor comune il molto lavoro che giá viene portato avanti in Italia nel settore.

Lo scopo principale del progetto ASPIS è quello di attivare sinergie e collaborazioni scientifiche che il settore potenzialmente offre. Requisiti per lo sviluppo di ASPIS sono: l’ottimizzazione della copertura osservativa, mediante misure coordinate da parte di strumentazione terrestre e spaziale già esistente, la standardizzazione dei meta-dati, e l’armonizzazione dell’accesso agli archivi di dati. Lo sviluppo di ASPIS potrà rappresentare un importante passo propedeutico per la futura implementazione dei servizi di previsione di meteorologia spaziale, e fornirà, pertanto, un’importante risorsa.

Uno sguardo al futuro: la sicurezza dei viaggi umani interplanetari

I viaggi spaziali con equipaggio a bordo dovrebbero essere il più possibile al riparo dai capricci dell’ambiente interplanetario. Le missioni in orbita circumterrestre ci hanno insegnato che gli astronauti sono esposti ad alti livelli di radiazioni dannose, anche se si è protetti dallo scudo del campo geomagnetico.

Le principali sorgenti di radiazione sono i raggi cosmici galattici, i cui flussi vengono modulati dall’attività del Sole, e le particelle solari energetiche. Si pensi che normalmente sulla stazione internazionale ISS, un astronauta riceve in una settimana la quantità di radiazione che normalmente si riceve a terra in un anno, ma in seguito a un brillamento solare di grandi dimensioni, questo livello viene raggiunto in poche ore. Cosa potrebbe accadere nel corso di una missione interplanetaria della durata di più di un anno? Per andare su Marte la strada da percorrere è irta di ostacoli, non solo tecnologici, ma anche relativi alla salute e la sicurezza degli equipaggi. Già nel passato alcune missioni erano rischiose, come le missioni Apollo sulla Luna, ma la loro durata era di un paio di settimane, mentre una missione su Marte richiederebbe circa 18 mesi. Le missioni Apollo si svolsero in un periodo di minimo dell’attività solare, e un evento altamente energetico sarebbe stato affrontato ricorrendo al modulo di servizio; tuttavia se si fosse verificato nel corso dell’esplorazione della superficie lunare, non sarebbe stato possibile porvi rimedio.

Conclusioni

Per concludere, la meteorologia spaziale vedrà nell’immediato futuro una rapida espansione della sua attività, e il prossimo passo che si troverà ad affrontare sarà il coordinamento delle diverse realtà, in termini di competenze e risorse, che nel tempo si sono sviluppate su varie scale territoriali, mantenendo vivo il rapporto con la ricerca di base.

Infatti, è proprio la continua curiosità, alimentata dal desiderio di comprendere i fenomeni del nostro Universo, che assicura la vitalità di ogni aspetto dell’astrofisica, e la fisica solare e del mezzo interplanetario non fa eccezione.