Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 81

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Cosa possiamo imparare dall’esperienza passata? Uno degli indici di attività solare più immediati da misurare e di cui possediamo le serie storiche più lunghe è il cosiddetto numero di Wolf, che si calcola a partire dal numero di macchie e di gruppi di macchie presenti sulla fotosfera solare. Da molto tempo si utilizzano reti neurali capaci di predire l’andamento futuro del numero di Wolf sulla base degli andamenti del passato.

Le prime ricerche iniziarono nella seconda metà degli anni ‘40, e ricevettero un nuovo impulso con il lavoro di Rumelhart e McClelland del 1986. L’elemento fondamentale di una rete neurale è un modello matematico di neurone, che si ispira direttamente al funzionamento dei neuroni presenti nel nostro cervello. Altro ingrediente fondamentale è l’insieme delle connessioni tra i diversi neuroni, che solitamente vengono organizzati a strati, uno di ingresso, uno di uscita e uno o più strati nascosti. Ogni connessione è caratterizzata da un peso. L’apprendimento consiste in una fase in cui vengono presentati alla rete diversi casi e, alla fine di questo periodo di training, si ottiene la cosiddetta matrice dei pesi, che condensa in una tabella di numeri tutto ciò che essa è riuscita ad apprendere. La previsione si ottiene presentando alla rete un caso nuovo, che viene elaborato utilizzando la matrice dei pesi ottenuta durante l’addestramento.

Un aspetto su cui i programmi di simulazione investono molto è capire la propagazione delle ICME nello spazio interplanetario, per riuscire a prevedere se queste arriveranno a interessare la Terra. Le simulazioni numeriche sono complementari alle osservazioni ma richiedono la conoscenza di molti aspetti fisici, alcuni dei quali ancora poco noti.

Sopra. Il grafico mostrato mette in relazione il cosiddetto numero di Wolf delle macchie solari, che è un indice di attività, lungo un periodo di circa quattro secoli. Viene messo in evidenza il carattere semiregolare del ciclo undecennale di attività, che varia di intensità e durata. Si osservi l'attività quasi assente in corrispondenza del cosiddetto Minimo di Maunder, e quella solo leggermente più pronunciata del Minimo di Dalton. La linea continua nera visualizza arrotondandolo l’andamento medio dell’attività.