Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 78

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A destra. Le ICME, ovvero le espulsioni coronali di massa interplanetarie, sono delle nuvole di plasma ad alta energia, dotate di campo magnetico, che si originano dalla propagazione delle CME nello spazio interplanetario. Esse possono interessare la magnetosfera terrestre, ed avere un effetto notevole quando la riconnessione del campo magnetico delle ICME con quello della magnetosfera terrestre riesce ad aprire un varco nel nostro scudo naturale. Crediti Zurbuchen and Richardson, 2006, Space Science Reviews (2006) 123: 31–43

Dallo spazio interplanetario alla magnetosfera terrestre

Quando consideriamo le CME che si propagano nello spazio interplanetario, parliamo allora di Interplanetary CME, o ICME, che sono delle vere e proprie nubi magnetiche, ovvero dei volumi di plasma permeati da campo magnetico, nella cui traiettoria può trovarsi il nostro pianeta.

A questo riguardo, consideriamo che un elemento fondamentale affinché particelle cariche del vento solare possano penetrare nella magnetosfera terrestre, è che il campo magnetico interplanetario possieda una componente orientata verso sud, che sia intensa e permanga sufficientemente a lungo, in modo tale da riconnettersi col campo terrestre. Le linee di forza del campo magnetico interplanetario giacciono solitamente sul piano equatoriale del Sole, ma le ICME possiedono una componente perpendicolare a tale piano che, se orientata verso sud, permette al plasma che la compone di aprirsi un varco nello scudo del nostro campo geomagnetico, e quindi di far entrare particelle cariche ad alta energia nella magnetosfera. Durante le tempeste solari, le particelle cariche provenienti dal Sole possono entrare anche in altro modo nella magnetosfera, accumulandosi in prossimità della coda geomagnetica, da dove possono essere liberate a seguito di instabilità magnetoidrodinamiche, e risalire quindi le linee del campo geomagnetico fino alla alta atmosfera.

Il Sole in attività: flare, CME e radio burst

Come abbiamo già messo in evidenza, le immense nubi di plasma che costituiscono le ICME di solito mancano la Terra, ma nel caso una di queste arrivi a colpire il nostro pianeta, i protoni, gli elettroni, e il campo magnetico che la costituiscono, potrebbero danneggiare i satelliti in orbita, interferire con la navigazione, la rete elettrica terrestre e le reti di comunicazione terrestri. Per questo motivo, la loro emissione è tenuta sotto controllo attentamente dagli astronomi, che oggi sono in grado, attraverso sofisticati modelli al computer, di predirne la propagazione nello spazio interplanetario e il loro impatto sulla magnetosfera.

Da decenni, il Sole viene tenuto sotto controllo nella banda radio, dove è caratterizzato da rapide emissioni di tipo non termico che durano da qualche secondo a qualche giorno. Poiché, la loro intensità può in breve tempo raggiungere e