Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 75

www.coelum.com

successivi, grazie a diverse missioni inviate per l’esplorazione del Sistema Solare, dai pianeti rocciosi interni (Venere, Mercurio) ed esterni (Marte) all’orbita terrestre, fino ai remoti giganti gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno), si capì progressivamente che il vento solare era altamente dinamico ed evolveva propagandosi dal Sole verso spazio interplanetario.

Queste missioni hanno permesso non solo di studiare i pianeti del Sistema Solare, ma anche di esplorare per la prima volta tutta l’Eliosfera, ossia lo spazio, la bolla, che il Sole scava per azione del vento nel mezzo interstellare che circonda il nostro Sistema Solare. Tra le diverse missioni che hanno esplorato l’Eliosfera ricordiamo in particolare le missioni Voyager 1 e 2 (lanciate nel 1977 e tutt’ora funzionanti) le prime, e finora le uniche, che si siano mai spinte al di fuori dell’Eliosfera, e le missioni Helios 1 e 2 (lanciate nel 1974 e 1976) le prime missioni che si siano avvicinate al Sole fino a meno di un terzo della distanza Terra-Sole. Ora attendiamo i risultati della sonda NASA Parker, che qualche mese fa ha battuto il record delle sonde Helios.

Si dovettero aspettare però gli anni ‘90 per scoprire, grazie alla missione Ulysses (lanciata nel 1990), le caratteristiche del vento solare al di fuori del piano dell’eclittica, esplorando lo spazio interplanetario vicino ai poli del Sole. Grazie a questa missione si identificarono le due componenti principali del vento solare, che può essere distinto in un vento detto veloce (che alla distanza di 1 AU si propaga a circa 750 km/s), ed un vento cosiddetto lento (che alla stessa distanza ha una velocità di circa 400 km/s). Mentre durante le cosiddette fasi di minimo del ciclo di attività solare il vento veloce è presente solo alte latitudini, maggiori di circa 30 gradi, in corrispondenza dei cosiddetti buchi coronali polari, e il vento lento è limitato alle basse latitudini, durante il massimo di attività il vento lento e il vento veloce sono presenti in modo più omogeneo a tutte le latitudini.

Sopra. Una fotografia di una delle sonde Helios, qui durante un test prima del lancio. Crediti: NASA/Max Planck Institute.

Sotto. L’effetto della propagazione di un flusso di vento veloce (area blu) in un vento con velocità inferiore, è la formazione di una regione di interazione caratterizzata (area rossa) da un fronte d’urto. In giallo viene indicato il campo magnetico interplanetario.

75