Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 69

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astronomia, anch’esso intento nell’osservazione del Sole in quel momento, Richard Hodgson. Il giorno dopo, le aurore che seguirono furono visibili fino a latitudini solitamente non interessate da questo fenomeno.

A oltre 6.000 chilometri di distanza, sulla costa est degli Stati Uniti nella città di Boston, la luce dell’aurora era così intensa da consentire di leggere il giornale all’una di notte senza l’ausilio di lampade. Il fenomeno era di intensità inusuale e molti lo confusero con le luci dell’alba, come accadde ai minatori delle Montagne Rocciose che, viste le luci diffuse, si alzarono per fare colazione... nel cuore della notte.

Un’altra curiosa testimonianza risulta dalle trascrizioni delle comunicazioni tra operatori della rete telegrafica americana, in particolare di quella intercorsa tra l’operatore di Boston e quello di Portland. Le trasmissioni erano disturbate e l’operatore di Boston suggerì al collega di staccare e scollegare nuovamente le batterie, più o meno come quando al giorno d’oggi spegniamo e riaccendiamo i computer, nella speranza che tutto torni a funzionare. Con grande sorpresa, i due telegrafisti si accorsero che la comunicazione poteva comunque proseguire, anzi migliorò utilizzando ciò che fu chiamata corrente aurorale. La Terra restò ancora un paio di giorni in balia di una tempesta geomagnetica, poi tutto cessò.

È possibile che qualcosa fosse già iniziato sul Sole, prima del brillamento osservato da Carrington. Vale la pena citare il resoconto dell’astronomo Angelo Secchi, Direttore dell’Osservatorio Astronomico del Collegio Romano (di cui Coelum

Astronomia ha ricordato, nel 2018, i 200 anni dalla nascita), di un’aurora boreale che ebbe la fortuna

A destra. Angelo Secchi (1818-1878) è considerato tra i fondatori dell'astrofisica, in quanto applicò per primo il metodo spettroscopico per lo studio della natura delle stelle, proponendone una classificazione in base agli spettri. Fu inoltre tra i primi a interessarsi in maniera sistematica ai fenomeni legati alla meteorologia spaziale.

Sotto. Un'illustrazione d’epoca raffigura delle coloratissime aurore boreali, simili a quelle che si scatenarono in quasi tutto il pianeta i giorni a cavallo della fine di agosto e l’inizio di settembre 1859.