Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 68

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che ben si accompagnava alla sua figura eccentrica, ideò un mondo in miniatura, posto all’interno di un contenitore di vetro.

Questo esperimento, che denominò Terrella, consisteva in una sfera magnetizzata, che rappresentava la Terra, verso cui venivano inviati fasci di elettroni. Venivano allora riprodotte tenui luminescenze, in tutto simili a quelle delle aurore. L’esperimento di Birkeland spiegava anche l’analogo fenomeno osservato nelle regioni polari australi, di cui esiste testimonianza sin dal 1640.

L’evento di Carrington e gli inizi della meteorologia spaziale

Possiamo far risalire gli inizi degli studi dell’interazione tra il Sole e la Terra a quasi duecento anni fa, in occasione del famosissimo evento di Carrington, che quasi per caso fece scoprire i brillamenti e più in generale l’attività del Sole. Tuttavia, non subito si comprese la portata di questa scoperta, dato che ancora alla fine dell’Ottocento la possibilità che tra il Sole e la Terra potesse esserci un ambiente materiale perturbato dall’attività del Sole, era decisamente esclusa, facendo mancare le premesse necessarie per una meteorologia spaziale.

Come è d’uso quando si inizia il racconto di un fatto di cronaca, anche noi possiamo scrivere: correva l’anno 1859.

Il primo giorno di settembre, alle ore 11:18 il cielo era sereno. L’astronomo inglese Richard Carrington stava osservando il Sole dal proprio Osservatorio di Red Hill, quando si accorse che, in prossimità di un gruppo di macchie solari, erano apparse all’improvviso delle sorgenti brillanti che superavano in luminosità la fotosfera stessa. Comprese di essere testimone di un evento

eccezionale, e intuendone l’importanza cercò testimoni che condividessero questa osservazione. Tuttavia, in cinque minuti il fenomeno luminoso diminuì e alla fine scomparve. Fortunatamente, la scoperta fu confermata da un altro appassionato di

Sopra. Un raro ritratto fotografico di Richard Christopher Carrington (1826-1875), uno dei più riconosciuti esperti solari del suo tempo, noto per aver osservato l'evento che porta il suo nome.

A destra. Disegno della fotosfera solare di Carrington, relativo al 1 settembre 1859; vengono mostrate le macchie solari della regione attiva da cui si è originato l'evento, e tra esse delle aree brillanti che si muovono dai punti A e B verso i punti C e D, prima di scomparire (da Monthly Notices of the Royal Astronomical Society).