Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 66

Coelum Astronomia

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meteorologia spaziale ad attirare l’attenzione degli scienziati.

Il loro nome nasce dalla somiglianza con le luci diffuse dall’atmosfera prima del sorgere del Sole. Galileo suggerì che si trattasse di aria che, sollevandosi, superava l’ombra della Terra giungendo così a essere illuminata dal Sole. Tale ipotesi veniva confortata dall’osservazione del matematico e fisico francese Pierre Gassendi, il quale fece osservare come il fenomeno dovesse originarsi a quote elevate, dato che veniva osservato contemporaneamente da persone molto distanti tra loro.

Un primo passo nello stabilire il legame tra le aurore e il geomagnetismo, fu compiuto da Edmund Halley che, nel marzo del 1716 a 60 anni d’età, ebbe l’occasione di ammirarne la bellezza, suggerendo che fossero generate dal moto di particelle nel campo magnetico terrestre. Data la frequenza con cui tali fenomeni venivano osservati a latitudini elevate, non fu un caso che due astronomi svedesi della prima metà del ‘700, Anders Celsius e Olov Hiorter, scoprissero per primi la coincidenza temporale tra la variazione dell’orientazione dell’ago di una bussola e le manifestazione aurorali, mettendone perciò in luce il legame con il magnetismo e il loro carattere globale su scala planetaria.

Il passo fondamentale di collegare le perturbazioni geomagnetiche con l’attività del Sole, avvenne solo un secolo più tardi, in occasione dell’evento di Carrington del 1859, di cui parleremo tra breve, anche se in precedenza già era stato suggerito un legame con le macchie solari.

Il quadro si completò agli inizi del ‘900, quando lo scienziato norvegese Kristian Birkeland, di cui due anni fa è ricorso il centenario della morte, prima condusse una serie di spedizioni polari, e quindi dimostrò con degli esperimenti in laboratorio, che all’origine delle aurore boreali potevano esserci dei flussi di particelle cariche provenienti dal Sole. Facendo ricorso alla genialità

Sotto. Fotografia scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) che mostra le aurore polari viste dallo spazio, assieme alla loro causa sullo sfondo: il Sole