Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 61

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Spaziale Internazionale (ricordate l’insalata romana?), riso e Arabidopsis sono state coltivate anche sulla stazione spaziale cinese Tiangong-2. Recente è inoltre uno studio norvegese per progettare una serra per legumi, che già dal 2020 potrebbe contribuire a rifornire di alimenti freschi il pasto degli astronauti, ma si tratta di esperimenti condotti in bassa orbita terrestre, a un’altitudine di circa 400 km, in condizioni di temperatura, luce e umidità controllate. L’ambiente sulla Luna, a 380.000 chilometri dalla Terra, è un ambiente ben più complesso: «Non avevamo mai avuto una simile esperienza e non potevamo simulare l’ambiente lunare, con la microgravità e le radiazioni cosmiche, sulla Terra», spiega Xie.

Un esperimento del genere serviva non certo a coltivare fin da subito con successo piante sulla Luna, ma ad aiutare ad acquisire le prime conoscenze con il fine ultimo di arrivare a costruire una base lunare per una residenza a lungo termine sulla Luna.

Altra motivazione, non secondaria, della realizzazione dell’esperimento, è stata quella di ispirare l’entusiasmo dei giovani nei confronti dell’esplorazione spaziale oltre alla divulgazione delle scienze biologiche.

Il pubblico, soprattutto i più giovani, sono infatti stati incoraggiati a partecipare alla missione Chang’e-4 attraverso un concorso, lanciato nel 2015 nelle scuole cinesi (e promosso dalla CNSA, dal Ministero della Pubblica Istruzione, dall’Accademia Cinese delle Scienze, dall’Associazione Cinese per la Scienza e la Tecnologia oltre ad altre organizzazioni). Il concorso prevedeva di ideare e progettare esperimenti trasportabili come payload per la missione, e la “mini biosfera lunare” è stata

selezionata tra oltre 250 proposte.

Ecco perché si tratta di una bella storia, nonostante la piccola vita nata sulla Luna non avesse grandi prospettive fin dalla sua partenza: un esperimento progettato su un’idea di giovani aspiranti ricercatori, con lo scopo di riuscire a far germogliare qualcosa nell’arco dei pochi giorni di luce a disposizione. Forse gli scienziati speravano di riuscire a studiarne il processo di fotosintesi, per poterlo comparare a un esperimento di controllo svolto sulla Terra… ma era fin troppo ambizioso.

La comunicazione da parte delle istituzioni cinesi non è stata sempre chiara e lineare (sicuramente però più di quanto non lo sia stata in passato) e di questo si sta continuando a discutere in rete.

Di sicuro, però, resterà nella storia come il primo germoglio di vita nato sul lato lontano della Luna.

Sopra. Il contenitore, in laboratorio, di circa 1 litro, in cui è stata ricreata la mini biosfera. sembra davvero una piccola pentola a pressione…