Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 44

Coelum Astronomia

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Ultima Thule appare nelle prime immagini di una colorazione nettamente rossastra. Questa colorazione è dovuta al fatto di essere parzialmente ricoperta da una coltre di materiale organico — probabilmente di “toline” – ossia composti prodotti dalla radiazione solare che, seppur debole a quella grande distanza, è sufficiente a generare delle reazioni chimiche nei materiali di composizione. Questa colorazione in realtà era attesa dai ricercatori ed è risultata coerente con le colorazioni di altri abitanti della fascia di Kuiper, rilevate per via telescopica. Ricordiamo inoltre che anche Plutone e il suo satellite principale, Caronte, avevano mostrato parte della superficie di questo stesso colore rossastro. A differenza di Plutone però, la colorazione di Ultima Thule si mostra omogenea sulla sua superficie e i suoi due lobi hanno esattamente lo stesso aspetto. Questo fatto non è insolito ed è dovuto alla natura binaria del sistema, in cui i due corpi, di dimensioni paragonabili, sono in continua rotazione attorno a un centro di gravità comune.

Il colore

Sopra. Questa è la prima ripresa a colori di Ultima Thule, catturata a una distanza di 137.000 chilometri alle 4:08 TU del 1° gennaio 2019, in cui si evidenzia la sua superficie dal colore rossastro. A sinistra, vediamo un'immagine a colori di Ultima Thule, ripresa dalla MVIC (Multispectral Visible Imaging Camera), prodotta combinando i canali del vicino infrarosso, rosso e blu. L'immagine al centro ripresa dalla camera LORRI ha una risoluzione maggiore rispetto a MVIC di circa un fattore cinque. A destra, le informazioni delle due immagini sono state combinate per mostrare un'immagine contemporaneamente più dettagliata e a colori. Da notare la riduzione della colorazione rossa sul collo dell'oggetto. Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Grazie alle prime immagini ricevute, è già stato possibile effettuare una prima analisi di albedo e riflettività delle regioni di Ultima Thule. Per prima cosa, è risultato che, complessivamente, il KBO è decisamente molto scuro. Sono stati poi individuati alcuni punti di maggior riflettività, evidenziati dalle immagini di seguito. In particolare, oltre ad alcuni "spot" più brillanti, si nota chiaramente come il “collo” di Ultima Thule sia particolarmente più chiaro del resto della superficie. Il team di scienziati non ha ancora trovato una risposta a riguardo: potrebbe essere dovuto a un accumulo di materiale differente, dovuto al processo di unione dei due corpi sferici, ma una risposta arriverà probabilmente più avanti, con i dataset più recenti che sono ancora in viaggio. Bisogna considerare infatti che la risoluzione delle immagini finora esaminate non

La superficie e l'albedo