Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 42

L’aspetto di Ultima Thule appare già straordinario nelle prime immagini ricevute durante i primi giorni di gennaio e le informazioni ottenute permettono di far luce anche sui processi che hanno dato origine a questo oggetto. Per certi versi si tratta di un’anticipazione dei possibili risultati scientifici che potranno essere estesi allo studio dei processi di formazione planetaria dell’intero Sistema Solare.

Le immagini scattate durante la fase di avvicinamento della sonda, hanno rivelato che l’oggetto ha una forma simile a quella di un "birillo" in rotazione. Gli studiosi avevano già ipotizzato una morfologia bilobata e allungata, simile a quella della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, mentre le altre possibilità prevedevano una struttura composta da due corpi distinti in orbita reciproca, cosa poi effettivamente risultata non veritiera.

Ultima Thule ha dunque una struttura morfologica “binaria a contatto”. È costituita cioè da due corpi sferici, entrati in contatto dolcemente tra loro,

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tornare alla nascita del Sistema Solare: stiamo assistendo a una rappresentazione fisica dell’inizio del processo di formazione planetaria congelata nel tempo. Studiare Ultima Thule ci aiuta a capire come si formano i pianeti, sia quelli del nostro Sistema Solare che quelli che orbitano attorno ad altre stelle».

L'aspetto e la morfologia

Sopra. Questa immagine ripresa dalla camera LORRI di New Horizons è la più dettagliata di Ultima Thule restituita finora dalla sonda. È stata ripresa alle 5:01 TU del 1° gennaio 2019, a soli 30 minuti dal momento di massimo avvicinamento al KBO, da una distanza di 28.000 chilometri, con una risoluzione di 140 metri per pixel. Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Crediti: NASA/JHUAPL/SwRI/James Tuttle Keane