Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 22

Grazie alle immagini ad alta risoluzione dell’Atacama Large Millimeter/sub-millimeter Array (ALMA) è stato scoperto il primo esempio confermato di un giovane sistema stellare doppio circondato da uno spesso disco di gas e polveri disposto perpendicolarmente al piano orbitale del sistema binario.

Questo tipo di disposizione geometrica era stata finora soltanto teorizzata, ma le nuove osservazioni provano che simili dischi in configurazione polare esistono realmente e potrebbero essere piuttosto comuni. Lo studio, guidato da Grant M. Kennedy dell’University of Warwick (UK), è stato pubblicato su Nature Astronomy.

I ricercatori hanno utilizzato ALMA per definire con precisione l’orientamento dell’anello di gas e polveri nel sistema, scoprendo che il disco è

coerente con un’orbita perfettamente polare. Ciò significa che, mentre le stelle orbitano una attorno

all’altra su un certo piano, il disco di gas e polveri che circonda le due stelle è disposto ad angolo retto rispetto alle loro orbite. «Forse la cosa più entusiasmante di questa scoperta è che il disco

mostra alcune delle stesse

caratteristiche che attribuiamo all’accrescimento della polvere in dischi attorno a singole stelle. Questo ci porta a ritenere che la formazione dei pianeti possa almeno aver inizio in questi dischi polari circumbinari. Se potesse avvenire anche il resto del processo di formazione planetaria, potrebbe esserci un’intera popolazione di pianeti disallineati in orbita attorno a stelle binarie ancora da scoprire», afferma Kennedy.

«Siamo soliti pensare che altri sistemi planetari si formino come il nostro, con i pianeti tutti in orbita nella stessa direzione attorno a un singolo sole. Ma grazie a queste nuove immagini osserviamo un disco distorto di gas e polveri in orbita attorno a due stelle. È stato piuttosto sorprendente vedere che il disco orbita perpendicolarmente alle due stelle», conclude Daniel Price, coautore dello studio.

Un disco perpendicolare

a una coppia di stelle

di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

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Crediti: University of Warwick/Mark Garlick