Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 18

Coelum Astronomia

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Lampo gamma record

visto anche da Magic

di Marco Malaspina – Media INAF

«Ka-boooom! We got it». Così inizia un tweet che non poteva passare inosservato, quello dello scorso 15 gennaio, pubblicato sul canale Magic Telescopes. Cos’è mai rimasto impigliato, questa volta, nella "rete" dei due specchi Cherenkov da 17 metri di diametro ciascuno che formano i telescopi di Magic, uno fra i più grandi osservatori per raggi gamma al mondo?

A rivelarlo è stato un messaggio delle 06:11 del 15 gennaio, pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook di Magic Telescopes, che annuncia trionfante: «Hello! We dedected our first GRB!». Un messaggio con tanto di refuso e cuoricino dettati da una comprensibile emozione: se davvero i telescopi Magic hanno visto un GRB — vale a dire, un "lampo di raggio gamma" — si tratta di una scoperta eccezionale. È da anni che gli astrofisici sperano di riuscirci, perché la tecnica impiegata dalla coppia Magic per rivelare i raggi gamma consente di arrivare a energie elevatissime, il cosiddetto “dominio del TeV”. Un territorio inesplorato, al quale nessuno degli attuali telescopi spaziali per raggi gamma ha accesso.

Dunque Magic ha visto il primo lampo gamma della storia mai rivelato tramite l’effetto Cherenkov — la luce bluastra prodotta da una particella quando viaggia nell’atmosfera a velocità superiore a quella che ha la luce stessa nell’atmosfera? A dirlo non sono solo i messaggi più o meno ufficiali che si sono susseguiti sui social network: basta dare un’occhiata alla pagina che raccoglie, in ordine cronologico, le “circolari” — con tanto di coordinate — che si scambiano gli astrofisici della comunità mondiale dei lampi di raggi gamma quando vedono qualche segnale, e subito balza agli occhi che negli ultimi giorni è accaduto qualcosa. Qualcosa di grosso. Qualcosa che ha un nome: GRB 190114C.

Partiamo dalla sigla. “GRB” sta per Gamma Ray Burst, lampo di raggio gamma, appunto. “190114″ è la data in cui è stato osservato per la prima volta: il 14 gennaio 2019. E la lettera “C” sta a indicare che si tratta del terzo GRB visto quel giorno. Già di per sé questo è un fatto curioso: non capita spesso che vengano rilevati tre lampi gamma in un giorno solo.

Ma torniamo alla lista. Scorrendola a ritroso si scopre che il primo avvistamento di GRB 190114C è dovuto al rapidissimo Swift, il cacciatore di lampi gamma della NASA con a bordo specchi per raggi X made in Italy (progettati e costruiti all’INAF di Brera). Alle 22:17 ora italiana del 14 gennaio J. D. Groipp e colleghi della Pennsylvania State University riferiscono che venti minuti prima, alle 20:57:03 GMT (21:57:03 ora italiana), Swift ha rivelato un lampo gamma molto luminoso con una controparte ottica, «a very bright burst with a bright optical counterpart». E ne fornisce le coordinate: 3h 38m di ascensione retta, –26 gradi e 56 primi di declinazione. Grossomodo in direzione della costellazione della Fornace – nel cielo australe, dunque, ma non di tanto: è una regione di cielo visibile anche dalle Canarie, per esempio. Dove si trovano, fra i tanti ospitati sull’Isola di La Palma, anche i due telescopi di Magic.

Avute le coordinate, ecco che subito tutti i maggiori telescopi dallo spazio e da terra puntano quella zona di cielo per vedere cosa mai stia accadendo — d’altronde è proprio a questo che servono le circolari della rete GCN. E le conferme fioccano.

Lo vede dalle Canarie il telescopio robotico russo Master-Iac. Lo vede, sempre dalla Canarie, il Nordic Optical Telescope, che riesce a fornire una prima stima della distanza della sorgente: il lampo gamma ha un redshift di z = 0,42, che nel gergo