Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 157

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La nebulosa variabile di Hind

NGC 1555, più nota come nebulosa variabile di Hind, è invece la nebulosa a riflessione che circonda la variabile, la cui stretta relazione con la stella è alla base del bizzarro comportamento della nebulosa. A partire dagli anni trenta la luminosità della nebulosa aumentò gradualmente, mostrandosi come un chiaro alone arcuato sul lato occidentale della stella illuminatrice. Nel 1958 fu osservata da Otto Struve anche un'altra nebulosa associata a T Tauri, catalogata poi come NGC 1554, tuttavia, nel giro di circa dieci anni, questa scomparve completamente: in astronomia, nulla di così bizzarro era stato fino ad allora registrato! Si ritiene che potrebbe essersi trattato di una nebulosa transiente nella regione che è stata illuminata dalla radiazione delle stelle vicine: in particolare Struve fa riferimento a una stella di quattordicesima magnitudine. Questa nube, non più osservabile, viene pertanto chiamata "Nebulosa Perduta di Struve". Le moderne carte celesti tendono spesso a unire queste due nebulose sotto l'unica designazione NGC 1554/5.

Sh2-239 e LDN 1551

Dalla parte diametralmente opposta rispetto a ε Tau, ecco Sh2-239. Inizialmente ritenuta una nebulosa a riflessione, è in realtà parte della più vasta nebulosa oscura LDN 1551, una delle regioni di formazione di stelle di piccola massa più vicine al Sistema Solare; in seguito, fu riconosciuta come oggetto Herbig Haro, cui venne attribuita la sigla

HH102. La distanza di questo oggetto, stimata in 453 anni luce, ne fa la propaggine più meridionale del complesso noto come Nube molecolare del Toro, regione che approfondiremo in una prossima pubblicazione. Sebbene appaia quindi apparentemente associata alle Iadi, i due oggetti non sono fisicamente legati, essendo almeno 3 volte più lontana. Estendendosi per quasi 3 anni luce, in essa sono presenti giovani oggetti stellari che espellono gas ionizzato nel mezzo circostante.

In prossimità del centro è presente la sorgente infrarossa IRS5, oggetto compatto dalla massa 40-50 volte quella solare che corrisponderebbe a una proto-stella binaria con le componenti separate da circa 40 UA.

Alla stessa sorgente è associato l’oggetto HH154, di natura bipolare, nonché un gran numero di onde d'urto (HH28, HH29, HH258, HH259, HH262 e HH286). Stelle giovani situate nell’area, come le T Tauri HL Tau e HZ Tau, forniscono energia ad altri getti come HH30.

temperatura relativamente bassa per un nucleo stellare. Prendendo in considerazione tutti questi indizi, si pensa che le T Tauri siano quindi stelle molto giovani e che la maggior parte della loro energia derivi non dalle reazioni di fusione nucleare (il loro nucleo è ancora troppo freddo) bensì dal collasso gravitazionale. Circa la metà delle stelle T Tauri hanno dei dischi circumstellari che potrebbero essere il residuo della nebulosa da cui si sono formate e che potrebbe dare origine a dei pianeti. La maggior parte sono anche stelle binarie.