Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 156

La particolarità di T Tauri venne scoperta nell'ottobre del 1852 da John Russell Hind, quando l’astronomo britannico individuò sia il bizzarro comportamento della stella, la cui luminosità oscilla senza preavviso tra le magnitudini +9,3 e +14, che la presenza di forti linee spettrali che si originano nella cromosfera.

Vista dalla Terra sembra che faccia parte dell'ammasso delle Iadi ma in realtà è ben più lontana, situata a circa 460 anni luce dal Sistema Solare. T Tauri è in realtà la sede di un sistema multiplo che consta di tre componenti delle quali una sola è otticamente visibile, a differenza delle altre due che emettono entrambe nell'infrarosso nonché, una di queste, nelle onde radio. Durante le osservazioni condotte al radiotelescopio VLA, si

scoprì che proprio T Tau, la più giovane del trio, aveva improvvisamente modificato la propria orbita, probabilmente a seguito di un incontro ravvicinato con una delle due compagne, un evento che potrebbe aver portato la stella a essere espulsa dal sistema. Le variabili T Tau hanno generalmente masse e temperature simili al Sole, anche se alcune volte sono più grandi in termini di diametro e

quindi di luminosità. Ruotano velocemente su loro stesse, tipicamente in pochi giorni, e sono molto attive, con campi magnetici estremamente intensi che attraggono i gas vicini risucchiandoli verso la superficie della stella provocando così massicci brillamenti ed estese macchie stellari.

Altra caratteristica di queste stelle, evidentemente instabili, è quella di essere sorgenti X e radio intense e variabili, circa 1.000 volte superiori rispetto al Sole. Molte esibiscono venti stellari estremamente potenti, generati dall'espansione continua delle loro corone, che tendono a spazzare via le polveri residue circostanti.

Chimicamente, le stelle T Tau contengono molto più litio rispetto al Sole, elemento facilmente distrutto già a un milione di gradi kelvin,

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difficoltà. Nonostante ciò, si rendono ben visibili in alcuni punti del cielo come il Toro, l’Ariete o, a latitudini ancora più elevate, nei dintorni dell’Orsa Minore. L'assenza di sorgenti infrarosse, congiuntamente alla bassa temperatura (10-12 K) di tali nubi, indica che in queste regioni non si verificano processi di formazione stellare da lunga data.

Tuttavia, 3° 20' a nordovest di ε Tau, che tra poco andremo a visitare, è presente una, solo apparentemente, insignificante stella di nona grandezza situata nei primi stadi della propria evoluzione, ancora in attesa di entrare nella sequenza principale del diagramma H-R: si tratta nientepopodimeno che di T Tau, famosissimo prototipo della classe di stelle variabili dette, per l’appunto, T Tauri.

Sopra. Una bella ripresa di NGC 1555. Crediti: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

T Tauri