Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 12

Coelum Astronomia

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Un quasar da record

ai confini dell’universo

di Redazione Media INAF – Media INAF

Con una luce emessa pari a 500.000 miliardi di volte maggiore di quella del Sole, è il più brillante oggetto celeste mai osservato all’epoca in cui l’universo aveva meno di un miliardo di anni. Il suo nome è J043947.08+163415.7 ed è un quasar, ovvero il nucleo di una lontanissima galassia dove risiede un buco nero intento ad ingurgitare la materia ad esso circostante. A scoprire questo potentissimo “faro cosmico” è stato un team internazionale di ricercatori guidato da Xiaohui Fan dell’Università dell’Arizona a Tucson e a cui ha partecipato anche Marco Bonaglia, ricercatore dell’INAF a Firenze, grazie alle riprese del Telescopio Spaziale Hubble e ad altri Osservatori terrestri.

Il quasar è assai distante da noi: 12,8 miliardi di anni luce, ma la sua luce è stata captata dai nostri telescopi grazie a una galassia posta esattamente tra noi e il remoto oggetto celeste che ha svolto il

ruolo di lente naturale, concentrando con la sua massa la radiazione emessa dal quasar e amplificandone l’intensità di circa 50 volte. Questo fenomeno, predetto dalla Teoria della Relatività di Einstein, prende nome di lente gravitazionale. «Abbiamo finalmente scoperto quello che stavamo cercando da molto tempo» dice Fan. «Non ci aspettiamo di trovare molti altri oggetti più brillanti di questo in tutto l’universo osservabile!»

La sterminata quantità di radiazione emessa dal quasar è prodotta da un buco nero supermassiccio che risiede nel cuore della galassia ospite, a

quell’epoca ancora in formazione, e che stava “ingoiando” enormi quantità di materia, attirata dalla sua intensa forza gravitazionale. Oltre alla sua luminosità nel visibile e infrarosso, il quasar è brillante alle lunghezze d’onda submillimetriche, nelle quali è stato osservato dal telescopio James Clerk Maxwell sul Mauna Kea, Hawaii. Questo tipo di emissione è dovuta all’intensa attività di formazione stellare presente nella galassia ospite, stimata in circa 10 mila nuove stelle ogni anno. Per confronto, nella Via Lattea, la nostra galassia, ogni anno si accende in media solo una nuova stella.

Sotto. Il quasar J043947.08+163415.7 osservato dal telescopio spaziale Hubble di Nasa ed Esa. Le croci bianche indicano le posizioni delle immagini multiple del quasar prodotte dalla galassia (evidenziata dalla freccia) che ha prodotto l’effetto di lente gravitazionale. Crediti: Nasa, Esa, X. Fan (University of Arizona)