Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 11

www.coelum.com

11

Crediti: JAXA

superficie dell’asteroide, permettendo alla sonda di raccogliere i frammenti volanti di sabbia e roccia superficiali causati dall’impatto, per poi tornare alla posizione di riposo.

Per saperne di più sui dettagli della missione, leggi l'articolo di Michele Diodati su Coelum Astronomia 226.

Hayabusa 2 prima di poter rientrare portando a terra il suo prezioso carico effettuerà ben tre di queste operazioni “prendi e scappa”, così da massimizzare la probabilità di raccogliere dei campioni interessanti, nonché di diversificare la natura dei campioni stessi.

Dal secondo tentativo, Hayabusa 2 sparerà anche un proiettile di metallo sulla superficie per creare un piccolo cratere artificiale e mettere quindi a nudo il materiale sottosuperficiale. Se riuscirà nell’impresa avremo allora la possibilità di analizzare campioni di materiale primordiale inalterato del nostro Sistema Solare. Si pensa infatti che Ryugu si sia formato 4,6 miliardi di anni fa, alla nascita del nostro Sistema Solare, e che sotto la superficie il materiale si sia maggiormente preservato così com’era all’origine. Se poi si troveranno anche tracce di acqua o altre sostanze organiche, questo potrebbe darci ulteriori indizi anche per ciò che riguarda la nascita della vita sulla Terra.

«Effettueremo la missione con grande attenzione ma anche con un pizzico di audacia», ha dichiarato Kubota. Le incognite infatti sono tante e la superficie di Ryugu è più rocciosa, dura e irregolare di quanto ci si poteva aspettare. I margini di manovra sono quindi molto più stretti di quelli inizialmente previsti dalla missione, ma ancora c'è possibilità di riuscita e la missione è stata ideata per far fronte agli imprevisti e adattarsi alle nuove condizioni. Restiamo quindi in attesa delle prossime notizie.

Per chiudere l’aggiornamento, la JAXA conferma che almeno 13 tra i nomi presentati per alcune zone e formazioni identificate sull’asteroide verranno riconosciuti dall’International Astronomical Union (IAU) che ha il compito di attribuire i nomi ufficiali ai corpi celesti e alle loro formazioni superficiali.

Nel caso specifico, i nomi vengono da quelli dei personaggi dei racconti popolari tradizionali giapponesi, come “Urashima” e “Otohime”, il pescatore e la principessa del racconto Urashima Tarō, e “Momotaro” l’eroe della famosissima fiaba omonima Momotarō.