Coelum Astronomia 230 - 2019 - Page 134

Coelum Astronomia

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Italian Supernovae Search Project

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Due supernovae dal Giappone

SUPERNOVAE

A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

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Sopra. L'astrofilo giapponese Koichi Itagaki.

Ci piacerebbe aprire la rubrica supernovae raccontando di una nuova scoperta italiana, ma purtroppo è dall’aprile 2018 che questo non accade. La vita per gli astrofili italiani che si dedicano alla ricerca di supernovae extragalattiche sta diventando sempre più dura, sicuramente a causa della spietata concorrenza dei sempre più efficienti programmi professionali di ricerca supernovae. In giro per il mondo però ci sono delle realtà amatoriali che si difendono egregiamente, continuando a mettere a segno numerose scoperte, come per esempio il team americano di Puckett e Newton oppure, nell’emisfero meridionale, il team neozelandese del BOSS capeggiato da Parker, o ancora il giapponese Itagaki. Realtà queste che fanno ben sperare di poter riuscire a ottenere ancora dei successi, a patto che venga realizzato un tipo di ricerca costante nel tempo, efficace in termini qualitativi e quantitativi, e rapida nel controllo delle immagini.

Non avendo supernovae italiane da raccontare, abbiamo deciso di soffermare la nostra attenzione su due supernovae, rigorosamente amatoriali, scoperte entrambe dall’astrofilo giapponese Koichi Itagaki.

La prima, che si sta rivelando molto interessante e peculiare, è la SN2018hna scoperta il 22 ottobre dello scorso anno quando brillava di mag. +16,3. La galassia che la ospita, UGC 7534, non è molto appariscente. Si tratta infatti di una piccola e debole galassia situata però relativamente vicino a noi, a una distanza di circa 40 milioni di anni luce, e posta nella costellazione dell’Orsa Maggiore.

La particolarità di questa supernova sta nel fatto che ha una magnitudine assoluta molto bassa, ma sta, progressivamente e senza sosta, aumentando di luminosità, tanto da raggiungere a inizio 2019 la mag. +14. Lo spettro ottenuto da vari Osservatori professionali ha evidenziato che siamo di fronte a una supernova di tipo II.

Sono stati avviati vari progetti osservativi, da parte di diversi Osservatori professionali, per cercare di capire la natura e l’evoluzione di questa particolare supernova che, a una prima analisi, assomiglia alla famosa SN1987A esplosa nel febbraio 1987 nella Grande Nube di Magellano (in occasione del 30esimo anniversario dalla sua scoperta Coelum Astronomia ha dedicato il numero 208 all’argomento). Vista la notevole luminosità del transiente, abbiamo la possibilità di osservare un facile oggetto, aspettando la seconda parte della notte per avere la galassia ospite a una buona altezza sull’orizzonte. Peccato che questa galassia a livello estetico non sia niente di entusiasmante e quindi poco fotogenica.

Con supernovae così luminose è però possibile ottenere spettri anche con piccoli strumenti amatoriali (vedi l’articolo online: Come ottenere uno spettro con strumentazione amatoriale). L’impresa è riuscita all’astrofilo bellunese Claudio Balcon, da poco entrato a far parte della famiglia ISSP. Claudio non si dedica principalmente alla ricerca di supernovae, ma al follow-up di quelle